Il Superbonus 110% è una delle misure più discusse della storia della Repubblica italiana visti i grandi benefici che concede a chi riesce ad assicurarselo, ma che genera profonde critiche per le cosiddette maglie larghe con cui è stato concesso. È infatti in situazioni di questo tipo che trovano terreno fertile i furbetti che mettono in atto delle truffe ai danni dello Stato. I numeri del Superbonus, in tal senso, sono molto alti, almeno stando a quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Daniele Franco: 6 miliardi di euro sarebbero stati illecitamente sottratti alle casse dello Stato, di cui 2 miliardi risultano ormai incassati.
Le truffe del Superbonus
Il Corriere della Sera si è occupato di questo tema riportando dei casi concreti di truffe che sono state scoperte. C’è, ad esempio, un soggetto che ha comunicato all’Agenzia delle Entrate dei crediti di imposta, certificando lavori edilizi per 30 milioni di euro, ma nel periodo preso a riferimento era in carcere e, dunque, impossibilitato ad operare.
Non è però tutto. La procura della Repubblica di Napoli, il 28 giugno scorso, ha disposto il sequestro di crediti derivati da bonus edilizi e locazione per oltre 772 milioni di euro collegati a 143 soggetti – persone fisiche e giuridiche – individuati fra le province di Napoli e Caserta, che però non avrebbero mai svolto i lavori di ristrutturazione necessari. Tra i soggetti coinvolti ci sono anche persone più volte segnalate per l’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore, privi di partita Iva, o impegnati in settori economici diversi da quello edilizio. Inoltre, il 70% dei titolari del credito d’imposta risultava percettore o richiedente del Reddito di cittadinanza.
A causa dei furbetti, purtroppo, a rimetterci sono i cittadini onesti che hanno visto nel Superbonus – misura va detto non concepita a prova di truffa – la possibilità di effettuare dei lavori di ristrutturazione ai propri immobili a costi contenuti. Ora, invece, tutto va a rilento e, secondo la circolare del 23 giugno dell’Agenzia delle Entrate, per la cessione del credito Poste Italiane e banche devono prima effettuare rigidissimi controlli, che ovviamente, allungano i tempi.
















