Manca poco al consiglio dei ministri che dovrebbe rivedere il Def e procedere alla stesura della nota d’aggiornamento, il Nadef. Nel frattempo, però, iniziano a trapelare le prime indiscrezioni. Ebbene, per quanto riguarda un’eventuale riduzione della fiscalità o nuovi meccanismi d’imposizione, sembra che lo spazio sia di 8 miliardi per il 2021 e di 13 nel 2022. L’idea sarebbe di destinare la quasi totalità della cifra alla riforma fiscale e all’assegno unico per i figli. Una bella fetta, dunque, dal momento che la manovra per il prossimo anno dovrebbe aggirarsi intorno a 30 miliardi, una parte dei quali già allocati per spese già decise.
Il Nadef, come già anticipato, dovrebbe prevedere una caduta del pil tra l’8,9 e il 9% e una ripresa, per l’anno prossimo, del 6%, con una riduzione del deficit intorno al 6% dal 10,6 con cui si chiuderà il 2020. Rimane però un problema: dopo l’exploit negativo del 2020 e quello estremamente positivo del 2021, i due anni successivi dovrebbero registrare una crescita intorno al 2% e una riduzione del deficit progressiva verso il 3%. Ma se queste cifre fossero confermate, mancherebbero le risorse da destinare a fisco e assegno unico famigliare per il 2023.
















