BlackRock, la più grande società di investimento nel mondo con un patrimonio totale superiore ai 5.100 miliardi di dollari sta per lanciare a Paolo Alto, California, il “Lab per la ricerca sull’Intelligenza Artificiale”. Non è una novità l’attenzione del colosso guidato da Larry Fink per la tecnologia. Il supercomputer Aladdin è da anni il cuore delle strategie e delle scelte a disposizione dei gestori del gruppo ed in particolare l’asset allocation degli Etf di i-Shares, ovvero delle gestioni passive che tanta arte hanno avuto nella trasformazione dei mercati.
Ma l’ingresso in forze di BlackRock nel campo dell’Intelligenza artificiale segna ora un altro salto di qualità. Già oggi dietro le scelte effettuate via computer dai gestori ci sono indicatori nuovi, per certi verti sorprendenti. BlackRock ha già attivato programmi per analizzare il flusso di traffico dei siti aziendali per avere indicazioni sul futuro delle società. Programmi automatici scandagliano le comunicazioni interne alla ricerca di segnali sulle prospettive di crescita e sui problemi delle varie corporation. Un programma di geolocalizzazione degli smartphone permettono di valutare la frequentazione dei centri commerciali più frequentati, suddivisi per fasce di età o di reddito.
Ma ora si vuol procedere più in là. Come e perché? David Wright, responsabile scientifico per l’Europa della equity division (109 miliardi gestiti) ha una sola certezza: «I dati che utilizziamo oggi non saranno quelli che useremo fra cinque anni». Ovvero: «I Big data che già oggi possiamo ricavare ci permetteranno un domani di ottenere risultati di gestione del denaro straordinari, ma solo quando avremo a disposizione gli strumenti per analizzare l’enorme volume di informazioni che trasportano». La missione del new lab di Blackboard sarà proprio quello di trasformare le informazioni in altrettante dritte per battere i mercati grazie all’all’intelligenza artificiale. «Quando si parla di Intelligenza Artificiale – commenta Stephen Boyd, il matematico di Harvard che guida il progetto – la gente pensa a tanti robot. Ma in questo caso si tratta solo di mettere assieme le informazioni che già possediamo e di cui non ci rendiamo conto».
Elon musk ritiene possibile l’uso della cosiddetta intelligenza generale, tipica dei computer che imitano i ragionamenti umani
La fantascienza, insomma, è già realtà. Con implicazioni profonde sul futuro dei mercati. Ma anche del nostro presente di cittadini e di consumatori, se si pensa che già oggi sono 8.000 robot a gestire le spedizioni di Amazon, dalla presa in consegna dell’ordine alla scelta su quale sarà il furgone per il recapito del pacco. Sono gli occhi di un robot a decidere se la frutta e la verdura del servizio recapito cibi freschi di Amazon sono mature al punto giusto.
Gli investimenti di BlackRock nel mondo della finanza sono, sotto questo profilo, così solo la punta dell’iceberg dell’ennesima rivoluzione capace di sconvolgere la nostra vita di consumatori e di risparmiatori. In campo sono scesi già i Big Players dividendo il mondo tra le società che hanno le risorse per costruirsi un’infrastruttura intelligente e quelle che, per scelta o per carenza di risorse, non hanno intenzione di seguire questa strada.
I capofila sono i colossi dell’alta tecnologia, come Alphabet, Facebook ed Amazon, ma ci sono anche aziende dell’economia tradizionale, della finanza e dei trasporti, come Boeing e Blackrock. Come sempre avviene nei momenti di frenesia, tutti comprano tutti: il controvalore delle operazioni di aggregazione e acquisizione, è schizzato a quasi 23 miliardi di dollari, sei volte il livello del 2015. Certo, non è affatto detto che tutti questi quattrini risulteranno ben spesi. Lo shopping, a suon di centinaia di milioni di dollari, riguarda non solo aziende con storie e brevetti, ma anche semplici start up senza ricavi, valutate semplicemente in funzione del numero dei dipendenti.
Il compratore incamera il valore intangibile delle competenze e delle intelligenze umane presenti nell’azienda, tutto quello che c’è di tangibile non vale nulla. Solo una bolla? Qualcuno tende a spegnere gli entusiasmi eccessivi. Luigi Conti di Expert System, società italiana leader nello sviluppo di tecnologie AI di Cognitive Computing, ha spiegato a Websim, gruppo Intermonte, che «nonostante i passi avanti, l’AI ad oggi simula l’esito di processi cognitivi umani sfruttando approcci e metodi differenti rispetto a quelli che utilizza il nostro cervello. Sono tanti i problemi che già adesso si possono risolvere in modo efficace con l’AI» continua il vice presidente delle strategie corporate del gruppo, «ma il dato di fatto è che anche le macchine più prodigiose sfruttano tecniche che non hanno nulla a che vedere con l’intelligenza vera e propria, per questo risultano incapaci di andare oltre gli specifici obiettivi per le quali sono state ideate e ammaestrate».
Non la pensa così il leader dei visionari, il solito Elon Musk per cui è possibile arrivare a un livello più alto, quello della cosiddetta Intelligenza Generale tipica di un computer che comprende e agisce nell’ambiente in cui si trova come farebbe un essere umano, ed è inoltre in grado di portare a termine compiti, senza essere stato esplicitamente programmato. Potrebbe così prender forma la super Intelligenza Artificiale, quella che apprende da sola, fondamentalmente più intelligente di qualsiasi essere umano, un’utopia su cui Google ha già investito soldi ed energie. Con qualche ragione se si pensa che già oggi il termine AI è nella top ten delle parole più ricercate sul motore di ricerca.
Piaccia o non piaccia, dunque, l’AI minaccia di essere la nuova scommessa dell’investimento in tecnologia, la nuova Big think che un investitore avveduto deve tenere in portafoglio. Magari attraverso un fondo od un certificato dedicato che replichi l’indice delle società dell’intelligenza artificiale, tipo il Solactive AI Performance Index, lanciato a gennaio, all’interno del quale ci sono tutti grandi nomi delle piattaforme software come Facebook, Amazon, Alphabet, Microsoft ed Alibaba ma anche i sono i colossi della gestione dati: SAP e Splunk. Ci sono infine, anche gli utilizzatori di applicazioni AI: Netflix, Salesforce e, naturalmente, Blackrock.
















