Eer emergere nel Fintech serve la bacchetta magica

La crescita del fintech a livello globale avviene a ritmi da bacchetta magica, in inglese Magic Wand. Si chiama così il primo programma italiano di accelerazione di startup fintech e assurtech lanciato da Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy”, insieme a partner del calibro di BNL Gruppo BNP Paribas, Credito Valtellinese, Ersel Investimenti, Innovation Center di Intesa Sanpaolo, Innogest, Poste Italiane, SellaLab, SisalPay, Società Reale Mutua di Assicurazioni e UBI Banca. Magic Wand ha compiuto la sua seconda selezione: delle oltre 50 startup candidate ne sono rimaste 6, cioè #InvestFT, Axieme, Coverholder, DIAMAN Tech, Moneymour e MyCreditService (vedi il box con una breve descrizione e il QR Code delle videointerviste agli startupper). Le sei finaliste dopo i primi due mesi hanno raggiunto tutti gli obiettivi previsti, presentando interessanti piani strategici di business e aggiudicandosi un secondo grant di 15mila euro dopo il primo da 5mila. Inoltre concluderanno i 6 mesi del percorso di mentorship e saranno protagoniste a giugno dell’Investor Day di “Magic Wand”, evento esclusivo con gli investitori internazionali e italiani più importanti. Allora i finanziamenti potranno subire l’effetto bacchetta magica: «non solo i 10 partner che partecipano valuteranno se e come investire nelle startup, ma ci sarà anche la possibilità eccezionale di un proof of concept – spiega Marco Gay, ad di Digital Magics -.

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Oltre a digital magics partecipano a magic wand anche BNL, Credito Valtellinese, Ersel, Intesa, Innogest, Poste, Sisal, Sella, Ubi, Reale Mutua

Il denaro è importantissimo, ma avere la possibilità di lavorare subito, di testare il prodotto sull’economia reale è fondamentale. Inoltre per fare funding saranno presenti investitori istituzionali e non. La raccolta di equity permetterà alle startup di passare alla fase di crescita; auspichiamo che qualcuna di queste diventi parte del portafoglio di Digital Magics». L’idea che è alla base di Magic Wand è quella dell’Open innovation: i 10 gruppi che partecipano, tra i principali che si occupano di banca e assicurazioni, hanno bisogno della contaminazione positiva, della spinta verso l’innovazione che viene dalle migliori startup; queste ultime traggono beneficio dalla mentorship di Digital Magics e degli stessi gruppi, che le aiuta a crescere e capire meglio le esigenze concrete del mercato. «È un’operazione di sistema che ha lo scopo di fare crescere l’innovazione – dice Gay -. Le startup selezionate stanno facendo un percorso di formazione, di acquisizione di competenze, di dialogo con i player del mercato, di approfondimento e affinamento del modello di business, di implementazione delle tecnologie». Gli startupper trascorrono due intere e intense giornate di mentorship in aula alla settimana, e sono costantemente in contatto con i referenti dei partner che li seguono: «è un percorso molto impegnativo per loro, quasi come tornare sui banchi di scuola – spiega l’ad di Digital Magics -. Spesso i corsi di formazione sono svolti direttamente dai partner su tematiche di formazione generale e parti più verticali. Mi piace citare il nostro team, con Layla Pavone che è responsabile dei programmi di accelerazione per la parte open innovatuion, e Michele Novelli che lo è per il fintech.

«La raccolta di equity permetterà alle startup di passare alla fase di crescita. e magari un giorno far parte di digital magics»

Talento e capacità di trasmettere nozioni sono parte delle competenze del nostro management». Per Marco Gay anche grazie a progetti come Magic Wand il nostro ecosistema per le startup sta finalmente cambiando: «si sta affermando una via italiana alle startup, con le nostre specificità, che parte dall’ambizione e dalla possibilità concreta di diventare leader nei settori di riferimento nazionali e internazionali, e dalla capacità innovativa che le startup portano alle imprese piu mature».