Arte e cultura italiane sono note in tutto il mondo. Ma a far grande l’Italia c’è anche la sua natura con le sue aree protette e i magnifici parchi, tra cui il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nel cuore dell’Italia, e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, tra Piemonte e Valle D’Aosta, che quest’anno festeggiano cento candeline. Ad onorare il centenario una serie di appuntamenti alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ospite speciale del convegno dedicato ai festeggiamenti, svoltosi a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica, nel giorno in cui si è celebrata la Giornata della Terra, il 22 aprile 2022.

L’Europa ci chiede il 30% di aree protette a terra e a mare

Un’occasione con istituzioni e rappresentanti degli Enti parco per analizzare le prospettive per il futuro delle aree protette d’Italia, partendo dal valore della conservazione del patrimonio naturale. In uno scenario che – come ha ben fotografato Gianpiero Sammuri, presidente di Federparchi – «presenta 24 Parchi nazionali, 135 regionali, 32 aree marine protette e una rete di oltre 400 riserve naturali, questo sistema copre il 10,5% della superficie a terra e l’8,5% al mare. Ma l’Europa chiede di piu’. Ci chiede almeno il 30% di territorio protetto sia a terra e che a mare».

«La presenza del presidente della Repubblica alle celebrazioni del centenario dei nostri due parchi, oltre a confermare la sua attenzione e sensibilità ai temi dell’ambiente naturale del nostro Paese e alla sua tutela, è un prestigioso riconoscimento per l’azione svolta dai nostri due parchi e da tutto il sistema delle Aree protette a favore della biodiversita’ e dello sviluppo sostenibile delle comunita’ che vivono al loro interno».

Parchi con cent’anni di storia 

Sono le parole di Italo Cerise, presidente del parco nazionale Gran Paradiso, che ha sottolineato, da un lato, il lavoro congiunto dei due parchi, dall’altro l’obiettivo di rafforzare i legami, condividere intenti, buone pratiche, strategie e attività di pianificazione comuni, di grande rilievo a livello nazionale e internazionale. Le azioni programmate comprendono, oltre ad eventi istituzionali e celebrativi, anche convegni scientifici, scambi e progetti per il coinvolgimento delle altre Aree protette, delle Guide e dei visitatori; attività d’intrattenimento, campagne di comunicazione, analisi standardizzata con utilizzo dei big-data dei flussi di visitatori nei due parchi per il monitoraggio della situazione ex-ante ed ex-post del centenario. “Abbiamo fortemente creduto che i festeggiamenti per il centenario dei due parchi dovessero essere molto più di una semplice celebrazione istituzionale ma, piuttosto, un importante momento di riflessione sociale e culturale circa l’importanza fondamentale della conservazione della natura anche in relazione al recente inserimento della tutela dell’ambiente, della biodiversita’ e degli ecosistemi in Costituzione”, ha aggiunto Giovanni Cannata, presidente del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

«La conservazione, unita allo sviluppo sostenibile delle comunita’ locali, sono il miglior fondamento per un nuovo ‘patto’ con la natura soprattutto in vista dei cambiamenti climatici sempre più tangibili ed evidenti. Proprio per questo siamo lieti ed assegniamo grande rilievo alla presenza del Presidente della Repubblica alla cerimonia inaugurale: un riconoscimento del grande lavoro svolto dal Sistema delle Aree protette in Italia, di cui il parco nazionale Gran Paradiso e il parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono stati antesignani», ha concluso.

Tutela dell’ambiente e della biodiversità

In un videomessaggio Cam Sholly, sovrintendente del Parco nazionale di Yellowstone, ha ricordato che le sfide, andando verso il futuro, saranno bilanciare il grande impatto dei cambiamenti climatici, la crescente popolarità dei Parchi e i conseguenti impatti della fruizione, con l’accesso e il godimento da parte dei visitatori di questi incredibili Parchi e la loro protezione. Una sollecitazione presto raccolta da Ilaria Fontana Sottosegretaria di Stato al Mite che ha rilanciato: «La sfida e la lungimiranza nel coniugare, attraverso i Parchi nazionali, conservazione della natura, protezione della fauna, bellezza e sostenibilità, non solo non dà segni di affaticamento, nonostante i cento anni passati, ma anzi assume un ruolo fondamentale nella transizione ecologica. Se le prime scommesse dei due Parchi storici d’Italia era salvare la fauna, il territorio e i sentieri, oggi i Parchi sono dei veri e propri “laboratori di sostenibilità e circolarità».

I Parchi, pur mantenendo ferma la loro vocazione centenaria nella tutela degli animali e del territorio, assumono su di loro il compito di affrontare sfide “nuove” quali il cambiamento climatico, gli obiettivi dell’economia circolare nonché l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi per enti locali, cittadini ed imprese. La tutela dell’ambiente e della biodiversità, per la prima volta richiamata a chiare lettere dal Presidente della Repubblica nel giorno del suo giuramento, si associano alla riforma storica della nostra costituzione in chiave ambientale attraverso gli art. 9 e 41”. “Estendere le aree protette terrestri e marine – ha concluso il sottosegretario –  e non smettere di divulgarne i benefici effetti per le comunità coinvolte in diversi settori è, e sarà il compito mio e del dicastero che rappresento”.

Natura uguale risorsa

Dei Parchi come risorsa, anche economica, ha parlato l’economista ambientale Valeria Costantini, docente a Roma Tre: «Il nostro patrimonio naturale fornisce servizi all’interno dell’ecosistema e influenza il benessere degli individui, tuttavia spesso non è valorizzato nelle scelte economiche della sfera pubblica”. Guardando da questa prospettiva, scopriamo che il “patrimonio naturale vale il doppio rispetto al Pil globale, considerato l’indicatore di benessere per eccellenza”. La natura fornisce un vantaggio agli individui anche in termini economici, vantaggi che non possono essere contabilizzati perché inseriti all’interno di un sistema più ampio, anzi, di un eco-sistema. “La conservazione delle risorse naturali è il tema fondamentale del nostro tempo – ha sottolineato lo studioso Stefano Mancuso – e per questo è significativo che il centenario dei parchi si celebri in concomitanza con la Giornata della Terra”. A testimonianza dell’attenzione che l’Italia ha sempre avuto per l’ambiente, anche quando termini come “ecosistemi”, “biodiversità” e altri erano “cronologicamente e culturalmente molto distanti».