Le esternalità rappresentano le differenze fra i costi e i ricavi creati dalle attività private e i costi e i ricavi che esse generano per la società nel suo insieme. Le esternalità si verificano in un’economia quando la produzione o il consumo di un bene o servizio specifico ha un impatto su una terza parte che non è direttamente correlata alla produzione o al consumo di quel bene o servizio. Quasi tutte le esternalità sono considerate esternalità tecniche. Le esternalità tecniche hanno un impatto sulle opportunità di consumo e produzione di terze parti non correlate, ma il prezzo al consumo non include le esternalità. Questa esclusione crea un divario tra il guadagno o la perdita dei privati e il guadagno o la perdita aggregati della società nel suo insieme.
Esternalità negative e positive
La maggior parte delle esternalità sono negative. L’esempio più noto è quello dell’inquinamento: un’azienda può decidere di ridurre i costi e aumentare i profitti implementando nuove operazioni più dannose per l’ambiente. L’azienda, in questo modo, sostiene nuovi costi sotto forma di operazioni in espansione, ma genera anche ricavi superiori ai costi. Tuttavia, l’esternalità ambientale di questa operazione aumenta anche il costo aggregato per l’insieme dell’economia e per la società, facendone un’esternalità negativa. Le esternalità si considerano negative quando i costi sociali sono maggiori dei costi privati.
Alcune esternalità sono positive. Le esternalità positive si verificano quando c’è un guadagno positivo sia a livello privato che a livello sociale. La ricerca e sviluppo (R&S) condotta da un’azienda può essere un’esternalità positiva. La R&S aumenta i profitti privati di un’azienda, ma ha anche il vantaggio di aumentare il livello generale di conoscenza all’interno di una società. Un altro esempio, di carattere ambientale, può essere quello degli agricoltori che piantano alberi da frutto creando, al momento della loro fioritura, un ecosistema adatto alle api che ne trarranno vantaggio. A sua volta la maggiore presenza di questi insetti, oltre a una maggior produzione di miele e altri prodotti dell’alveare, avrà una ricaduta positiva per l’impollinazione delle piante.
Interventi sulle esternalità negative
Si può agire per correggere le esternalità negative sia con transazioni private sia, molto più frequentemente, con l’intervento pubblico. Per la contrattazione privata possiamo fare l’esempio di un condominio che si trova vicino a una ciminiera: il proprietario dell’immobile e l’azienda potrebbero accordarsi in modo che il primo paghi alla seconda un corrispettivo a fronte di una riduzione documentata dell’emissione di inquinanti. Si avrebbe così:
- per il proprietario il vantaggio di avere la possibilità di affittare gli appartamenti a un prezzo più alto, superiore nel complesso al costo sostenuto nei confronti dell’azienda inquinante;
- per l’azienda il vantaggio che la diminuzione della produzione, necessaria per diminuire le emissioni, sarebbe compensata dal rimborso ricevuto nella transazione.
Molto più comunemente si affida la soluzione delle esternalità negative all’intervento pubblico. In linea generale fino agli anni ’90 i costi delle esternalità ricadevano sui governi locali e su coloro che ne erano colpiti. Così, ad esempio, i Comuni erano responsabili del pagamento degli effetti dell’inquinamento causato da una fabbrica nell’area, mentre i residenti si accollavano i costi sanitari causati dell’inquinamento. Da allora i governi hanno emanato leggi, regolamenti e tasse che impongono al produttore di sostenere il costo delle esternalità. Questo tipo di legislazione ha aumentato i costi, e molte aziende hanno trasferito l’aumento al consumatore, alzando i prezzi dei loro beni e servizi. L’altro versante dell’intervento pubblico è il possibile aiuto o sussidio alle esternalità positive: ad esempio azioni che riducono la trasmissione di malattie o sostengono l’uso di tipologie di fertilizzanti che, scorrendo nei fiumi, non contribuiscano alla crescita eccessiva delle alghe nei laghi e nel mare.
















