Si parla spesso di come il COVID-19 abbia impattato il nostro modo di vivere, relazionarci e consumare. Ma anche nel settore industriale ci sono state trasformazioni importanti: le aziende, spinte dalla urgente necessità di mantenere l’operatività in condizioni di lockdown, hanno fortemente accelerato l’adozione di nuovi strumenti digitali.
Sono tre i principali elementi sviluppati in questi mesi, che permetteranno alle aziende di sviluppare più velocemente nuove soluzioni per generare valore. In primis, una parte significativa del costo delle tecnologie è già stato sostenuto dalle imprese insieme ai loro clienti e partner per fronteggiare la crisi; inoltre sono state molto ridimensionate le barriere psicologiche connesse al trasferimento in digitale di attività tradizionalmente svolte nel mondo fisico; infine il potenziale delle tecnologie è divenuto più chiaro durante questo periodo di “utilizzo forzato”.
L’esempio più ampiamente discusso è indubbiamente lo smart working, che ben esemplifica come questi tre fattori abiliteranno un cambiamento strutturale del modo di lavorare di milioni di persone.
Tutte le aziende ormai usano abitualmente strumenti di collaborazione da remoto: i timori che i dipendenti, lavorando da casa, possano avere una produttività molto limitata sono stati ampiamente ridimensionati, molte aziende ne hanno compreso i benefici strutturali in termini di riduzione dei costi, di contributo agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 legate agli spostamenti e di maggiore attrattività dei talenti per le aziende operanti in zone geografiche di minore interesse.
La trasformazione digitale è permeata anche nei processi industriali aprendo nuove opportunità.
Un primo esempio è l’adozione della prototipazione e test virtuale, che è stata fondamentale nel mantenere una buona operatività dei propri reparti di ricerca e sviluppo. Ma il vero cambiamento è avvenuto nell’attitudine dei clienti che hanno iniziato ad accettare sempre più il Virtual Testing come valido ai fini della consegna dei prodotti. Questo trend è ancora agli inizi ed esso sostituisce ad oggi solo in parte il collaudo fisico, ma è indubbio che l’apertura in questa direzione solleva importanti prospettive non solo per ridurre i costi di collaudo, ma anche per migliorarne la qualità. Il Virtual Testing consente infatti di verificare temi altrimenti non testabili nel modo reale. Ad esempio, nel settore auto, l’uso di manichini virtuali durante i crash test permette non solo di effettuare molti più test con differenti velocità ed angoli di impatto, a costi più bassi, ma consente anche di differenziare il manichino secondo diverse caratteristiche fisiche (peso, sesso, altezza, …) e di simulare l’effetto dell’impatto sugli organi interni. Prevedo che a medio termine, soprattutto nel B2B, crescerà notevolmente la richiesta di potere disporre di test virtuali estesi a completamento o in sostituzione del collaudo fisico.
I vantaggi del virtuale si estendono da singoli processi sino alla progettazione di interi stabilimenti.
L’ideazione delle postazioni delle postazioni di lavoro in virtuale non è certo una novità, ma finora è stata sempre affiancata da mock-up fisici per permettere agli operatori ed ai tecnici di validare ed affinare il layout degli impianti prima della loro costruzione ed installazione definitiva. La realtà virtuale ha consentito durante il lockdown di eseguire questa attività da remoto, senza dovere essere presenti negli spazi produttivi, evitando di rallentare le attività progettuali e costruttive. La maggiore familiarità con gli strumenti di validazione in realtà virtuale comporterà un miglioramento strutturale delle tempistiche di realizzazione di nuovi stabilimenti, in quanto diviene possibile parallelizzare le attività di validazione virtuale con quelle di costruzione dello stabile stesso.
Per l’industria oggi la prospettiva non è un ritorno alle modalità di lavoro pre-COVID, ma pensare strategicamente alle opportunità ed i cambiamenti causati dalla crisi e come questi hanno generato nuove esigenze di mercato e nel modo di lavorare. Nuovi modelli per una manifattura di valore in continua trasformazione.
* Associate Partner Porsche Consulting
















