Borsa

Tanto tuonò che piovve. Il venerdì più nero per le Borse di mezzo mondo – e per Piazza Affari in particolare – è arrivato alla fine di una settimana pesante che prima ha visto la Banca Centrale Europea annunciare il prossimo rialzo dei tassi di interesse a luglio – con tutti gli annessi e i connessi – e poi ha dovuto registrare la tendenza inflattiva dagli Usa.

Perchè le Borse sono crollate

Un uno-due che avrebbe steso anche un toro, figuriamoci i già precari equilibri sui cui si reggono i mercati già messi a dura prova dalla crisi delle materie prime e dall’instabilità geopolitica internazionale che traligna in volatilità finanziaria. Ma il 2022, come è evidente, non è esattamente l’anno di ripresa che ci si aspettava dopo la tempesta Covid.

Negli ultimi 12 mesi, lo shortage dei semiconduttori (la cui supply chain in Cina si era fermata già nel I annus horribilis dell’era pandemica, 2020) per il mercato dell’elettronica, i prezzi dei trasporti nella logistica e quelli dei fertilizzanti in agricoltura hanno fatto impennare il costo della vita a livelli che non si vedevano da 40 anni a questa parte.

L’inflazione Usa al galoppo penalizza i mercati

A maggio, ad esempio, l’indice dei prezzi al consumo Usa ha fatto segnare un +1% mensile, contro il +0,3% della precedente rilevazione ed il +0,7% che era stato stimato dagli analisti. Il massimo dal 1981 per il dato annuo, passato o dall’8,3 al 8,6 per cento (consenso 8,3%).

Ma le cattive notizie non finiscono qui: secondo gli analisti «l’abbassamento avrà riflessi solo nel medio lungo termine». Insomma, all’orizzonte non si vedono esattamente spiragli di luce. Anche perché negli Usa, come ampiamente lasciato intendere dalla Fed, i rialzi dei tassi non si fermeranno, anzi.

Per Bankitalia il picco inflattivo da noi salirà al 6,7%

Situazione a tinte ancora più fosche per l’Italia dove Bankitalia stima una crescita dell’inflazione del 6,2% per quest’anno ma la previsione è già superata dai dati che
non sono stati incorporati (contabilità nazionale e stima flash dell’inflazione di maggio, diffusi dall’Istat il 31 maggio).

Considerato anche i numeri diffusi alla fine dello scorso mese, i prezzi al consumo aumentano di altri cinque decimi di punto, e si arriva a un picco inflattivo pari al 6,7%. La conferma arriva direttamente dallo stesso Palazzo Koch nella nota di analisi sull’andamento dell’economia italiana.

Spread Btp-Bund in salita e listini in picchiata 

Le preoccupazioni legate all’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, con lo spread salito del 4% a 225 punti base, hanno travolto il comparto bancario: Banco Bpm ha perso il 12,05%, Unicredit il 9,1% ed Intesa Sanpaolo il 7,38%. Bper Banca ha perso il 12,92% nel giorno della presentazione del piano: al 2025 la banca modenese ha detto di attendersi un utile netto di 800 milioni e ricavi per 4,37 miliardi. Nell’arco del piano, l’istituto intende distribuire dividendi per 1 miliardo di euro.

Stamattina il Ministero dell’Economia ha collocato Bot a un anno per 6,5 miliardi con un rendimento che ha fatto segnare il livello maggiore da ottobre 2018 attestandosi allo 0,893%, +77 centesimi rispetto all’asta precedente. Sul Ftse Mib, che ha chiuso la seduta a 22.547,48 punti (5,17%), la giornata è stata decisamente negativa anche per altri big del calibro di Enel (-4,33%), Eni (-5,6%) e Stellantis (-5,25%).