Il direttore generale di Confidi Systema! Andrea Bianchi

Cambiare pelle in un periodo di crisi. È quel che è riuscito a fare Confidi Systema!, polo del credito che associa circa 58mila imprese in Lombardia e non solo. Dalla crisalide del tradizionale ruolo di garanzia verso le banche, al termine del piano industriale 2019-2021 è uscita la farfalla dell’hub della finanza d’impresa.

Cosa fanno i confidi imprese

Una trasformazione che era stata immaginata prima della pandemia e della guerra, e che è stata accelerata da questi disastri epocali. «Pur stravolgendo la nostra operatività» dice Andrea Bianchi, direttore generale di Confidi Systema!, «abbiamo mantenuto una coerenza di fondo con uno dei pilastri del piano industriale: la scelta di modificare l’assetto della rete distributiva da prevalentemente esternalizzata a prevalentemente interna. Oggi gran parte dei nostri agenti sono dipendenti, il che ci consente di mettere a terra previsioni strategiche con un governo più puntuale della rete, perché sempre più la nostra attività sul territorio ha un approccio consulenziale».

Un altro obiettivo centrale, quello di diversificare servizi e prodotti per le imprese, è stato fortemente spinto dalle esigenze nate con la pandemia: «Visto il nostro tradizionale ruolo di garanzia, avevamo sempre preferito una proposta che non fosse totalmente in competizione con quella bancaria» spiega Bianchi, «ma la pandemia ha spazzato via tutto. Essendo abituati da anni a lavorare in digitale, eravamo tra i pochi ad avere una capacità operativa intatta. Quindi abbiamo iniziato un’attività di erogazione di finanziamenti diretti per tamponare il bisogno delle imprese. Oggi abbiamo circa 82 milioni di euro di finanziamenti in essere concessi a beneficio di circa 1500 imprese associate, con un taglio medio intorno ai 70-80mila euro, e un plafond da circa 100 milioni di euro».

Un’altra componente in crescita dell’attività di Confidi Systema! è l’erogazione di servizi consulenziali: «Siamo un player che supporta le imprese sulla gestione finanziaria in senso ampio» mette in evidenza il d.g., «con servizi come il business plan, la riqualificazione finanziaria, l’analisi in centrale rischi, l’ottenimento di contributi pubblici. Per offrire questi servizi abbiamo riorganizzato la nostra rete in modo da garantire un’adeguata presenza territoriale».

I risultati hanno premiato le scelte innovative implementate negli ultimi mesi e anni: «Il nostro margine di intermediazione, che è un po’ il nostro fatturato e si compone di una componente di ricavi che hanno come sottostante l’assistenza alle aziende, e un’altra componente che ha come sottostante invece i ricavi finanziari, con gli investimenti nel nostro portafoglio di proprietà, ha visto una trasformazione. La quota da assistenza alle imprese è salita dal 60% pre-piano industriale all’80%. Segno tangibile di quanto in questi tre anni così difficili ci siamo rivolti a mettere l’impresa al centro, ad assisterla direttamente».

Confidi Systema! opera per fornire alle aziende un supporto di lungo periodo. «Abbiamo sdoganato le linee di credito a 10-15 anni» rimarca Bianchi: «il sistema è poco pronto a concedere credito su tempi lunghi, anche per le dinamiche legate alla liquidità. C’è un dibattito a livello europeo sulla revisione del temporary framework che ha una durata massima di 8 anni, un aspetto che il nuovo fronte ucraino rende ancora più critico. Vedremo se la nostra richiesta di avere la possibilità come intermediari finanziari di garantire soluzioni a tempo lungo verrà accolta». Il filo che sottende tutte le attività è quello della capillare presenza sul territorio: «Con il nostro operato cerchiamo di supplire al venir meno del ruolo della banca di territorio, che avvalendosi di persone con una conoscenza profonda delle aziende erogava valore non meramente finanziario ma anche consulenziale. Noi Confidi», conclude Bianchi, «intrecciati ai sistemi associativi, crediamo di poter leggere e soddisfare i bisogni del territorio».