Stefano Guindani - Una volpe bianca su un paesaggio sassoso dove avrebbe dovuto esserci ghiaccio

Inquadrare la sostenibilità per scattare una fotografia di come l’uomo sta gestendo la transizione verso un mondo più a sua misura. È questa l’idea alla base di BG4SDGs – Time to Change, il progetto fotografico ideato da Banca Generali per raccontare lo stato dell’arte del lungo percorso per il raggiungimento dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

Per farlo, la Banca guidata dall’Ad Gian Maria Mossa si è affidata a un fotografo italiano tra i più in voga del momento, Stefano Guindani, e a uno dei massimi antropologi a livello mondiale, Alberto Salza. Spetta proprio a loro trovare le immagini più iconiche per interpretare al meglio i problemi del nostro Pianeta e anche le possibili soluzioni. La chiave adottata dal fotografo è infatti duplice: da un lato si punta ad evidenziare l’azione negativa dell’uomo sull’ambiente e sulla comunità, dall’altro come lo stesso genere umano abbia invece una straordinaria capacità di recupero attraverso soluzioni innovative e sostenibili.

Dal suo lancio a oggi, sono già 6 gli obiettivi raccontati da Banca Generali e Stefano Guindani. Il primo è fortemente legato all’Italia: per inquadrare l’Sdg numero 12 (Consumo e produzione responsabili), Guindani ha fotografato il lavoro di Ecopneus, azienda milanese che punta al rintracciamento, alla raccolta e al trattamento di una delle maggiori fonti di inquinamento del nostro Pianeta, ovvero i pneumatici fuori uso. Il viaggio del fotografo è quindi proseguito alla volta dell’estremo nord del mondo, quelle Isole Svalbard dove il problema del cambiamento climatico (Sdg numero 13, nella foto una volpe bianca su un paesaggio sassoso dove avrebbe dovuto esserci ghiaccio) è più evidente che mai. Il cammino verso una vera uguaglianza di genere (Sdg numero 5) è stato invece raccontato dall’esempio di Francesca Pardini, pilota italiana che insegna alle donne dell’Arabia Saudita a prendere la patente (consentita solo da 4 anni!). Il medio oriente, e la Turchia in particolare, sono inoltre il luogo in cui Guindani ha preso spunto per raccontare l’importanza di una vita sana e longeva (Sdg numero 3) attraverso l’esempio di Kazim Gurmuz, maestro di yoga di 97 che punta a vivere fino ai 130. Longevità che può essere raggiunta anche grazie ad architetture sostenibili (Sdg numero 11) come il Mjostarnaet in Norvegia, il più alto grattacielo al mondo in legno (nella foto)che non solo non genera emissioni, ma addirittura contribuisce a ridurle.

«Il progetto BG4SDGs Time To Change rappresenta per noi un racconto di una realtà che cerchiamo di far vivere ogni giorno ai nostri clienti attraverso i loro investimenti, guardando al megatrend più importante per la nostra società: la sostenibilità – commenta Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali, che aggiunge -. La sostenibilità è parte integrante del dna della nostra Banca tanto da essere alla base non solo del nostro piano industriale, ma anche di un modello commerciale che non ha eguali sul mercato».

Banca Generali ha infatti lanciato nel febbraio 2019 una piattaforma che consente ai propri private banker di costruire portafogli di investimento basati sugli Sdgs più affini a ciascun cliente. Grazie ad un algoritmo proprietario sviluppato in collaborazione con il partner MainStreet, la Banca è in grado di quantificare il contributo effettivo generato dagli investimenti del cliente in relazione a ciascun Sdg in cui ha investito. L’innovativo modello si poggia su una offerta di prodotti Esg in continua espansione. Ad oggi, la banca propone ben 270 fondi certificati Esg, tutti rientranti tra l’articolo 8 e 9 della Sfdr ovvero ai livelli massimi. Oltre a questo, ci sono poi ben 7 linee di gestione Esg tra cui i clienti possono scegliere. La forza di questa offerta sta trainando la raccolta. Ad oggi, la Banca amministra infatti per conto della sua clientela oltre 7 miliardi di asset certificati Esg, pari a circa il 20% degli asset totali di risparmio gestito.