Con il termine TARI si intende la Tassa sui rifiuti destinata a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento degli stessi. Introdotta per la prima volta nel 2013, costituisce oggi, nel 2022, una componente dell’imposta unica comunale, IUC, della quale fanno parte anche l’imposta municipale propria, IMU, e il tributo per i servizi indivisibili (TASI). Sono tenuti a pagare la TARI, stando a quanto riferito dal MEF, tutti coloro che possiedono o detengono a qualsiasi titolo “locali o aree scoperte suscettibili di produrre i rifiuti medesimi”. Proviamo dunque a capire meglio il funzionamento dalle TARI e quali sono i soggetti che devono pagarlo.
- LEGGI ANCHE: Irap cos’è? Significato e chi la paga
TARI, cos’è
Dal 2014 la TARI ha sostituito la precedenti tasse dovute al comune da cittadini, enti ed aziende per i rifiuti. Si trattava nello specifico della TIA, Tariffa di igiene ambientale, della TARES, Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi e della TARSU, Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Si tratta dunque di un tributo locale, con i comuni che determinano le tariffe in base alla superficie e alla quantità di rifiuti prodotti o alla quantità e alla qualità di rifiuti per unità di superficie, in relazione ad usi e tipologia delle attività e al costo del servizio sui rifiuti.
Dal sito del MEF si apprende che il presupposto su cui si basa la TARI è “il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla Tari le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali che non siano detenute o occupate in via esclusiva”. Vengono escluse, dal calcolo della TARI le aree oggettivamente inutilizzabili che non sono coperte dal servizio pubblico di nettezza urbana. Ad essere tassati sono anche i box (intesi come pertinenze di un immobile), mentre sono escluse dalla tassazione le zone accessorie, come cantine, scale di accesso o parti comuni di un condominio.
TARI, cos’è e chi deve pagarla
Ci sono dei casi in cui la TARI può essere ridotta, nella misura massima del 20%. Tale situazione si concretizza quando si verifica un mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, l’erogazione del servizio in cui si evidenzino gravi violazioni della norma di riferimento o l’interruzione del servizio tale da arrecare danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente. A seconda dei diversi comuni, inoltre, può essere prevista una riduzione del tributo per un uso non continuativo dell’immobile o per occupazione temporanea.
Per pagare la TARI è bene tenere a mente le scadenze che sono proprie di ogni singolo comune. Il pagamento avviene, di norma, almeno in due rate a scadenza semestrale. Il caso più diffuso è la ripartizione del tributo in tre fasi: l’acconto, da versare entra la fine di aprile, il secondo acconto, previsto entro la fine di luglio, e il saldo, fissato solitamente entro la fine dell’anno. Si può pagare, a seconda dei comuni, con un modello F24 (codice tributo 3944), con bollettino postale e con MAV.
















