Covid-19, dalla Bce nuova liquidità e maglie più larghe al credito
Christine Lagarde, governatrice della Banca Centrale Europea

Dimentichiamoci di Mario Draghi e del suo “bazooka” a qualunque costo. Il nuovo corso della Bce targato Christine Lagarde fallisce al primo appuntamento, il più importante. Quello per far capire ai mercati che l’Europa reggerà anche di fronte agli sconquassi che il Coronavirus inevitabilmente porterà. E invece no. La Lagarde si è presentata serafica, quasi impreparata, e ha esordito con una sonora castroneria: “Non siamo qui per limitare lo spread”. Poi ha annunciato, diversamente dagli altri istituti centrali, che non avrebbe tagliato il costo del denaro (fermo a -0,5%), proclamando un quantitative easing da 120 miliardi di euro da qui a fine anno e TLTRO (aste a lungo termine per le banche) con il tasso negativo.

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Il risultato è stato il panico generalizzato. Se il Ftse Mib, seppur pesantemente in rosso, aveva fino all’ora di pranzo mantenuto livelli allarmanti ma non drammatici, dopo l’annuncio della Lagarde è letteralmente sprofondato, fino afar registrare in chiusura un -16,92% che è di gran lunga la peggiore prestazione di sempre. Anche lo spread, che ieri era ritornato in area 200 punti è decollato fino ad arrivare a 273 punti base e quindi declinare a 262. Un disastro, appunto. Anche perché i titoli decennali italiani hanno subito un’impennata tale che alla prossima asta il nostro Paese pagherà un prezzo decisamente elevato per finanziarsi.

Ora rimane un unico dubbio: che fare con i mercati? Francoforte perde oltre l’11%, Wall Street ha sospeso a più riprese le contrattazioni, Londra ha chiuso bruciando oltre il 10% della capitalizzazione, Parigi a -11,44%. Un disastro, appunto, che deve in qualche modo essere arginato. Per il nostro Paese, la speranza è che le misure che verranno licenziate dal consiglio dei ministri nelle prossime ore porti un po’ di sereno. E che la serrata imposta al nostro Paese sia breve e risolutiva.

Il videocommento del direttore Sergio Luciano