Una sede Cipir
Una sede Cipir

Quello che siamo oggi è esattamente quel che avevamo progettato 15 anni fa, e di cui nel 2008 parlammo con Economy”: parola di Fabio Pirazzi, amministratore delegato del gruppo Cipir, che gestisce insieme con il fratello Antonio, presidente. E quei progetti del 2008, raccontati dai fratelli Pirazzi nella rubrica “Made in Italy” che la nostra testata già pubblicava, sono stati realizzati forse perfino al di là degli originari obiettivi, e facendo lo slalom tra mille ostacoli di contesto: crisi finanziaria globale, crisi del debito europeo, recessione, Covid, guerra, deglobalizzazione, caro-tassi e inflazione: «E siamo qui, determinati come allora ad andare ancora avanti, e a crescere ancora».

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Cipir – un nome che suona facile, ma è un acronomico: Colorificio italiano Pirazzi – oggi è un gruppo che produce vernici e le distribuisce (insieme con un’infinità di altri articoli per il fai-da-te) in una catena di 20 grandi superfici posizionate in quattro province: Verbania, Varese, Novara, Vicenza, dando lavoro a 242 persone ed avviandosi a fatturare, nell’anno in corso, poco meno di 50 milioni di euro. Nel 2008 i dipendenti erano 60, i punti vendita 6 e il fatturato era proporzionalmente inferiore. Questo significa “creare valore”.

E attenzione: crearlo nella distribuzione, ma anche in una produzione verticale e specialistica come quella delle vernici, che oggi, come spiega il presidente Antonio Pirazzi, «assorbe l’attività di 25 risorse per produrre circa 7 milioni di litri all’anno di idropitture, nella rosa dei primi 10 produttori nazionali: come un’autobotte al giorno, di quelle da 20 mila litri (le più grandi) ogni giorno dell’anno! E, si noti bene: queste vernici sono distribuite da tutti i brand della grande distribuzione organizzata e specializzata nel fai-da-te, su tutto il territorio nazionale».

La doppia anima – industriale e distributiva – è sicuramente una caratteristica distintiva del gruppo. Ma qual è stato l’ingrediente segreto della grande espansione del “sistema Cipir”? «Lei ha giustamente citato la doppia anima che abbiamo, ma noi aggiungeremmo anche la nostra doppia specializzazione: territoriale, e settoriale. Le due cose si sposano bene perché le province in cui operiamo sono un bacino  di utenza ideale, c’è meno densità di popolazione rispetto alle aree metropolitane, però la tipologia abitativa è tipica della clientela che ama e pratica il fai da te. Anche se in un grande condominio urbano possono esserci 100 famiglie molto abbienti, probabilmente non hanno voglia e tempo di costruirsi da soli le mensole per casa. Magari i condomini del Bosco Verticale, a Milano, chiamano un architetto e un ebanista!», scherza Pirazzi, ma non tanto.

La copertura territoriale dei punti vendita è a maglie strette, il che agevola la logistica di un’impresa che deve distribuire un’enorme quantità di articoli diversi: 50 mila almeno, ma inclusi i prodotti “storici” oggi meno richiesti si arriva al doppio. C’è un magazzino centralizzato per le provincie di Varese, Novara e Verbania e un altro distaccato per Vicenza.

Ma tutti i punti vendita sono interconnessi tra loro e a richiesta possono verificare dove si trova un determinato articolo e farlo confluire dove c’è il cliente: una piccola flotta di furgoni si occupa proprio di ottimizzare il rifornimento dei punti vendita: «La percezione del cliente è che se anche non trova subito in negozio quel che gli serve, in due giorni arriva, ce lo riconoscono tutti», dice Fabio Pirazzi. Che aggiunge: «E questo comporta per noi una sfida finanziaria seria, con una immobilizzazione importante di magazzino, perché la rotazione non è alta su tutti i codici, e avere fermi tanti prodotti per mesi… insomma, costa!».

L’altro punto di forza di Cipir è sempre stato l’accessibilità. «Siamo aperti 359 giorni all’anno: saltiamo solo Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasqua, Pasquetta e Ferragosto. La domenica siamo aperti tutto il giorno con l’orario spezzato, negli altri giorni i negozi praticano di regola l’orario continuato dalle 8,30 alle 19,30; con la connessa complessità nella gestione dei turni, che però finora non ci ha mai deluso!».

E poi, sorpresa: l’ecommerce c’è e funziona (anche molto bene: https://www.faidanet.it) ma non rappresenta il famoso “ingrediente segreto” di Cipir. «Veda, la verità è che le nostre persone sono innanzitutto i consulenti dei clienti. I quali proprio per questo vengono volentieri in negozio. Perché c’è quello che entra a comprare due lampadine e se ne va, ma ce ne sono molti di più che entrano perché vogliono costruirsi un comodino e chiedono consiglio su tutto: legnami, rivestimenti, pomelli, mensole… e noi siamo lì a rispondergli». Al punto che in quasi tutti i punti vendita c’è una falegnameria che taglia le assi a misura e in alcuni casi esegue incarichi costruttivi dalla a alla zeta… Anche per questo, l’età media del personale non è bassissima: perché l’esperienza conta e il senso d’appartenza all’azienda è alto!

«Insomma, noi crediamo nel lavoro di squadra e nelle persone, che oggi non è affatto facile trovare – conclude Pirazzi – e ci piace pensare di star facendo qualcosa destinato a durare. Del resto, se è vero che nostro padre ha iniziato la sua avventura come imprenditore nel ‘62, fondando il colorificio, e poi aprendo il primo negozio di vernici vent’anni dopo e il primo fai-da-te nel ’91, è anche vero che abbiamo acquistato un nostro concorrente storico, la Fasana di Verbania, che era stata registrata alla Camera di commercio nel 1930. Quindi a buon diritto possiamo dire di avere 93 anni! Siamo vicini al secolo, e vogliamo compierlo in bellezza. Ancora espansione, ancora più digitale ma sempre tanta cura per la consulenza fisica al cliente. Ci piace il gioco a tutto campo, insomma, ma la nostra squadra del cuore è il negozio fisico!».

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Sergio Luciano
Sergio Luciano, direttore di Economy e di Investire, è nato a Napoli nel 1960. Laureato in lettere, è giornalista professionista dal 1983. Dopo esperienze in Radiocor, Avvenire e Giorno è stato redattore capo dell’economia a La Stampa e a Repubblica ed ha guidato la sezione Finanza & Mercati del Sole 24 Ore. Ha fondato e diretto inoltre il quotidiano on-line ilnuovo.it, ha diretto Telelombardia e, dal 2006 al 2009, l’edizione settimanale di Economy. E' stato direttore relazioni esterne in Fastweb ed Unipol. Insegna al master in comunicazione d’impresa dell’Università Cattolica e collabora al Sussidiario.net.