La chiusura degli sportelli bancari e il punto dolente del piano industriale di Bper Banca presentato ai sindacati dall’ad Piero Luigi Montani.  Per il resto la componente sindacale ha apprezzato in genere i progetti dell’istituto di credito

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Per Valerio Fabi, Segretario Nazionale di UNISIN/CONFSAL per il Gruppo BPER Banca, “Sono molti gli aspetti di interesse ed attenzione che sono emersi anche  nell’incontro con l’Ad Montani e che ci riguardano come organizzazione sindacale”.

L’acquisizione di Carige piace al sindacato

“Anzitutto -continua Fabi – esprimiamo soddisfazione per l’aggregazione di un Gruppo storico ed importante come Carige, che sicuramente troverà nel Gruppo Bper la valorizzazione delle tante professionalità e della propria storia di oltre 500 anni”.

La crescita dell’informatica viene vista come un elemento positivo da parte della componente sindacale. “Riteniamo prioritario ribadire – prosegue Valerio Fabi – che temi come quello della implementazione dell’information technology, della regolamentazione dello smart working che dovrà inserirsi nell’ambito della cornice nazionale, e della tutela delle professionalità con l’adeguamento dei percorsi di carriera esistenti anche attraverso l’emersione e la disciplina di nuovi mestieri nel credito, sia il primo aspetto di attenzione. Sarà inoltre fondamentale la salvaguardia ed il presidio dei territori, delle economie locali e delle persone più fragili, che rischiano di essere tagliate fuori dai servizi bancari sempre più remotizzati e dal crescente numero di filiali chiuse che portano all’abbandono di interi territori”.

Preoccupazione per la chiusura degli sportelli bancari

La progressiva chiusura delle filiali sul territorio è invece un aspetto che sta preoccupando la componente sindacale “Ci preoccupa la volontà – continua – di procedere alla chiusura in arco di piano di circa il 30% della rete sportellare ed il riferimento esplicito in particolare a quelli non localizzati in territori ad elevato potenziale di sviluppo. Riteniamo che gli obiettivi del piano industriale non debbano contrapporsi alla funzione di servizio pubblico essenziale e con quella di presidio del territorio.”

Ultimo punto dolente è invece il tema del ridimensionamento del gruppo.

“Infine dovremmo approfondire il tema delle operazioni di cessione di ramo che sono previste e che rileviamo porta il Gruppo a rinunciare ad una conoscenza a 360° delle fasi del processo bancario che va dalla raccolta, agli impieghi fino al controllo del credito e che sta portando molti istituti ad internalizzare attività in precedenza fatte uscire dall’ambito bancario proprio per ottimizzare il processo produttivo”.

Conclude Valerio Fabi: “Chiediamo al management di BPER Banca, proprio in questo momento di svolta che anticipa una aggregazione importante come quella di Carige, di avere una visione imprenditoriale virtuosa, coraggiosa, di lungo respiro e che sia attenta alle varie fragilità presenti nel tessuto economico e sociale italiano”.

Dichiara Andrea Bonvicini, coordinatore del gruppo Bper: “Ci aspettiamo che il gruppo sappia valorizzare il personale anche in termini di remunerazione come tutti gli altri stakeholder. La storica tradizione di buone relazioni sindacali sarà il viatico per gestire al meglio il processo di integrazione che ci attende”.