Canone Rai 2023

Ci delle importanti novità che riguardano il Canone Rai, l’imposta sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive nel territorio italiano, che dal 2023 non sarà più presente nella bolletta dell’elettricità. A deciderlo è stato il governo che ha accettato un ordine del giorno al decreto energia presentato da Maria Laura Paxia, del gruppo Misto, e rappresentato in Aula da Vannia Gava, Sottosegretaria per la Transizione ecologica. L’intervento prevede nello specifico di “adottare misure normative dirette a scorporare dal 2023 il canone Rai” dando così seguito “all’impegno che l’Italia aveva con l’Unione europea di scorporare il canone Rai in quanto onere improprio“. Cerchiamo dunque di capire come si pagherà il Canone Rai a partire dal 2023.

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Canone Rai, via dalla bolletta nel 2023

Il Canone Rai è presente nella bolletta dell’elettricità dal 2016, ovvero dai tempi della riforma voluta da Matteo Renzi che prevedeva il pagamento dell’imposta per la televisione di 9 euro al mese per 10 mesi, per un totale complessivi di 90 euro all’anno, all’interno della bolletta della luce.

La misura del governo Renzi mirava a contrastare l’evasione di un tributo che spesso e volentieri non veniva corrisposto da molti cittadini. Il gettito del canone, nel solo 2016, era infatti salito a 1793 milioni dai 1537 milioni di euro incassati nel 2015, ovvero quando la riscossione avveniva ancora per via postale.

Appare evidente quanto ora sia necessario trovare un modo per evitare che i passi in avanti fatti contro l’evasione vadano perduti, con il governo che è chiamato a trovare una giusta modalità di pagamento del Canone Rai dal 2023. La decisione in tal senso è attesa per le prossime settimane, ma a tal punto molto indicative sono apparse le parole dell’amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes. Quest’ultimo ha sottolineato che da quanto il Canone è stato inserito in bolletta “il numero dei paganti è aumentato dai 15 milioni ai 21-22 milioniil tasso di evasione è sceso dal 27 per cento al 5 per cento, e attualmente è intorno al 3 per cento”.