btp valore acquirenti
Spread btp-bund

Gli andamenti del Btp con scadenza 2033, suggeriscono che quello che un tempo era uno strumento di protezione, possa spingere a forme di trading. Non tutti gli investitori,infatti, scelgono di mantenere in portafoglio fino alla scadenza le emissioni obbligazionarie e a medio e lungo termine, anche sei  Btp rimangono uno dei punti di forza per chi vuole proteggere il proprio denaro. Non pochi, negli ultimi tempi, preferiscono fare un’attività di trading, cioè di compravendite, in tempi ravvicinati. Insomma si comprano i Btp e si rivendono subito. Nelle ultime sedute la borsa ha dato ragione spesso a chi sceglie questa strada perché i mercati hanno evidenziato anche discreti incrementi dei valori di mercato, come nel caso dei Btp decennali. Se si analizza ad esempio l’andamento del Btp al 2,4% con scadenza 1 settembre 2033 ci si accorge come nel corso dell’ultimo anno ci sia stata una vera e propria altalena che l’ha visto scendere dal 105% fino a un minimo di 81,12, per poi risalire e scendere almeno due volte. Si può ipotizzare che in questo anno c’è chi abbia messo a frutto non poche plusvalenze. Anche chi ha venduto oggi, temendo un futuro incerto comunque avrebbe realizzato buoni risultati. La situazione dei titoli dei vari paesi in questo momento vede prezzi che variano tra l’87 e poco più di 100, mentre i rendimenti oscillano tra il 2,26% del bund e il 5,29 del Btp in dollari.

I titoli di stato rimangono una protezione per i risparmi

I Btp e in generale i titoli di stato non sono soltanto diventati uno strumento di trading, ma rimangono comunque una forma di protezione in un periodo di turbolenza dei mercati. Anche quando scendono in modo improvviso, i rendimenti rimangono alti. Per questo rimangono un rifugio remunerativo per i molti investitori che scelgono di buttarsi sui titolo di di stato. Inoltre sono decorrelati dalle azioni Di fronte al forte calo delle borse nelle ultime due settimane sui titoli di stato si è riversata una valanga di acquisti e si può dire che abbiamo funzionato come protezione. L’incognita riguarda il futuro che è legato a inflazione e tassi. I rendimenti di titoli di stato sono scesi negli ultimi tempi perché i mercati hanno due aspettative. Da un lato c’è la convinzione che la crisi bancaria causerà un rallentamento dell’economia e quindi dell’inflazione. Si pensa anche che le banche centrali per il evitare il peggioramento della crisi bancaria e per il calo naturale dell’inflazione non saranno costretti ad alzare i tassi ancora a lungo.