Bollette del gas come leggerle

Quando si riceve la bolletta del gas per la prima volta si può rischiare di rimanere spiazzati di fronte alla grande mole di informazioni in essa contenuta. Queste vengono divise in sezioni, tabelle e grafici che possono risultare di difficile comprensione per un lettore inesperto. Proviamo dunque a capire come vanno lette le bollette del gas.

Bollette del gas: come leggerle

Iniziamo col dire che la struttura della bolletta gas è la stessa per tutti i fornitori di servizio, in quanto è disciplinata dall’Autorità che determina le regole del settore energetico. Al suo interno la bolletta del gas è divisa in più pagine e nella prima è solitamente riportata la sintesi degli importi fatturati ed il dettaglio fiscale, ovvero tutte le spese che compongo la bolletta del gas. Si tratta, più nello specifico, della spesa per la materia gas naturale sostenuta da parte del fornitore per la sua commercializzazione; della spesa per il trasporto e la gestione del contatore; della spesa per gli oneri di sistema (costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema gas); delle imposte (di consumo cioè l’accisa, l’addizionale regionale e l’imposta sul valore aggiunto cioè l’IVA).

Ponendo un secondo il focus sulle imposte va ricordato che l’accisa è diversa per Centro nord e Centro sud e varia a seconda di quattro scaglioni di consumo: 0-120, 120-480, 480-1560, oltre i 1560 Smc. L’addizionale regionale viene definita in maniera autonoma dalle Regioni, mentre l’imposta sul valore aggiunto (IVA) viene applicata a tutte le voci della bolletta con una percentuale del 10%, per gli usi civili per i primi 480mc consumati, del 22% su tutti gli altri consumi e sulle quote fisse oltre che per gli usi industriali.

Nella seconda o nella terza pagina della bolletta del gas troviamo invece il riepilogo delle letture e dei consumi fatturati. La differenza fra l’ultima lettura del contatore e quella precedente rappresenta il consumo di metri cubi di gas effettuato in quel periodo. Si tratta naturalmente di un consumo stimato in quanto manca il dato reale preso dal contatore, con il fornitore che fa dunque una stima sui consumi storici.

Bollette del gas, cosa sapere

Un fattore da tenere in considerazione quando si legge una bolletta del gas e il cosiddetto costo medio unitario, ovvero il parametro che ci permette di capire quanto stiamo pagando per la fornitura di gas nel mercato libero. Calcolarlo è molto semplice, basta infatti dividere il costo complessivo della bolletta (quindi comprensivo di iva, accise e spese di trasporto) per il totale dei consumo fatturati (espressi in standard metro cubo, Smc).

Partire dalla valutazione del costo medio unitario è senza dubbio un ottimo modo di interpretare quanto espresso dalla bolletta del gas in quanto include sia la componente commerciale che quella relativa al consumo al metro cubo. Questo dato permette dunque una più facile comparazione con altre offerte e può indurre il consumatore a preferirne altre maggiormente vantaggiose.