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Silvio Berlusconi interviene sul porto di Trieste e l’influenza della Cina: “Non possiamo lasciare la più strategica delle infrastrutture, il porto di Trieste, nelle mani non amichevoli del progetto cinese della Via della Seta. Naturalmente, la Cina è un interlocutore essenziale per un territorio che vive di commerci, ma il rapporto con la Cina non può essere di subordinazione strutturale. Trieste e il suo territorio sono per la mia generazione il simbolo dell’amore per l’Italia”. L’ha scritto Silvio Berlusconi in una lettera al Piccolo di Trieste.

“Trieste e il suo territorio sono per la mia generazione il simbolo dell’amore per l’Italia”, aggiunge Berlusconi: “La tenace volontà dei triestini di riunirsi alla madrepatria negli anni del dopoguerra, ai tempi dell’amministrazione britannica Zona A, ma anche il martirio delle popolazioni giuliano-dalmate costrette all’esilio, le vittime delle foibe colpevoli solo di essere italiane, la lacerazione di Gorizia simboleggiata da piazza della Transalpina divisa in due dal filo spinato, sono vicende di cui ho un ricordo vivido dagli anni della mia adolescenza, gli anni in cui mi appassionai alle vicende della politica sostenendo la Democrazia Cristiana di De Gasperi”.

Berlusconi: no al porto di Trieste nel progetto della Cina, sì all’apertura mitteleuropea

“Settant’anni dopo, molte cose sono cambiate, grazie all’Europa e al crollo del comunismo. Il vostro territorio ha superato l’isolamento e può riprendere la sua funzione naturale di sbocco al mare dell’Europa centrale e di punto di riferimento del mondo balcanico nei rapporti con l’Europa e l’Occidente”.

Berlusconi sottolinea anche che “il governo di centro-destra sta lavorando in questa direzione: il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che è coordinatore nazionale di Forza Italia e mio stretto collaboratore, ha posto i Balcani al centro delle priorità della politica estera italiana e ha promosso a Trieste una serie di iniziative volte a raccordare le economie dei paesi balcanici con l’Italia e con l’Unione Europea. È un’opportunità di crescita per tutti, che deve essere valorizzata e che avrà importanti ricadute proprio sul vostro territorio. Del resto, la cultura e l’identità di Trieste – come dimostra il suo passato letterario e artistico – sono orgogliosamente italiani ma aperti a importanti e proficue collaborazioni con la Mitteleuropa e i Balcani”.