Secondo una statistica di SmartinsIghts oltre la metà della popolazione globale usa i social media (il 58,4%, pari a 4.62 miliardi di persone), l’utilizzo medio giornaliero è di 2 ore e 27 minuti.

Queste piattaforme sono però diventate sempre più un grimaldello per i cybercriminali per risalire alle abitudini degli utenti e alle password usate. Per questo gli esperti della società di sicurezza consigliano di limitare la condivisione di informazioni personali, usare email, login e password diverse per i differenti servizi che usiamo, costruire password lunghe, robuste e complesse senza riferimento a hobby, passioni e residenza.

La situazione italiana

In Italia in particolare in 12 mesi abbiamo avuto 8,3 milioni di italiani truffati e danni per oltre 3 miliardi di euro. Inoltre il 41,5% di chi cade in trappola non denuncia, perché gli importi spesso sono bassi o anche per paura di sembrare ingenuo. Questo secondo i dati della ricerca degli istituti mUp Research e Norstat commissionata da Facile.it

Nel 45% dei casi le truffe sono passate attraverso email, nel 26% tramite sms (31% nel caso dei conti correnti) e nel 21,5% da siti web fasulli (29% per le carte elettroniche).

La nuova frontiera delle truffe passa dai social network, senza denuncia

I social sono particolarmente usati nell’ambito dei prestiti personali (15,9%), e dalle app di messaggistica istantanea, attraverso cui sono stati truffati, secondo le loro dichiarazioni, circa il 9% dei consultati.

In seguito alla truffa però il 41,5% non denuncia la frode; il dato arriva addirittura al 55,1% nella telefonia mobile e al 54,5% nei prestiti personali.

Tra i 3,4 milioni che non hanno denunciato la truffa subita, variano le motivazioni: il 33% per il basso danno economico, perché certo di non recuperato la somma il 27%. Per circa 800.000 individui, invece, vi è una ragione di natura psicologica; il 15,1% si è sentito ingenuo per esserci cascato, mentre il 9% ha dichiarato di non aver denunciato la frode perché non voleva che i familiari e conoscenti lo sapessero.

La scelta di non denunciare risulta ancora meno comprensibile se si considera che il 4% dei truffati, a seguito della frode subita, si è addirittura trovato nel mezzo di problemi di natura legale.

Vittime predilette dei truffatori sono soprattutto gli uomini 22,5% rispetto al 15,7% del campione femminile e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario: 23,3% laureati e 17% di non laureati.

Dal punto di vista anagrafico emerge che, a cadere in trappola, sono più sovente i giovani nella fascia di età 18-24 anni (31,6% contro 15% fascia 65-74 anni) mentre, a livello territoriale, sono i residenti nel Nord Italia (Nord Est 22,3% – Nord Ovest 21%).

 

Fonte dati: mUp Research e Norstat per Facile.it