Agricoltura e crisi alimentare al centro delle dichiarazioni odierne del ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli: “La crisi attuale, rispetto alla pandemia, sta incidendo molto di più sull’agricoltura, l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia sta portando comportamenti speculativi che incidono sul settore. Ho sempre detto che non devono essere messi in discussione gli obiettivi del green deal, però serve una maggiore flessibilità in entrata per adeguare alla contingenza ciò che abbiamo intenzione di fare”.

Nel corso dell’audizione presso le commissioni Agricoltura di Camera e Senato, Patuanelli ha proseguito: “Stiamo facendo il possibile per mettere al centro i temi dell’agricoltura in tutti i decreti che pubblichiamo” ha aggiunto “attraverso dotazioni finanziarie ma anche attraverso semplificazioni ed elementi di supporto ai produttori del settore primario. Stiamo facendo il possibile per essere vicini ad un settore economico fondamentale per il nostro paese”

Sullo sfondo il fantasma di una possibile crisi alimentare il cui impatto potrebbe essere fortemente critico e alla cui origine sta il conflitto Russo-Ucraino e il blocco dei principali porti ucraini sul Mar Nero, principalmente il porto di Odessa nei cui silos milioni sono contenute migliaia di tonnellate di grano e mais. Un blocco che dura ormai da settimane.

Di questa situazione ha parlato lunedì il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che si trovava in visita nella città di Odessa: «Abbiamo bisogno di una risposta globale». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario al Tesoro americano, Janet Yellen, che ha detto ieri “C’è bisogno di un piano di azione” globale. Lo stesso messaggio è stato ripreso oggi da e anche dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio da Marrakech al termine di un incontro con il capo della diplomazia marocchina Nasser Bourita