Prima si è informato sulle caratteristiche e sulle principali qualità dell’automobile, poi l’ha portata sul set, l’ha accarezzata e ha ascoltato il suono prodotto dal suo tamburellare con le dita sulla carrozzeria. Alla fine ha spento le tutte le luci dello studio e ha scattato la fotografia che vedete in questa pagina. Ma Pete Eckert, il fotografo, la nuova Volkswagen Arteon non l’ha mai vista perché è cieco. «Non c’è bisogno degli occhi per vedere la bellezza» ha affermato dopo lo scatto, il fotografo che, a causa di una malattia, ha perso la vista in età adulta, ma è stato più volte pubblicato da molte riviste e premiato. Eckert si è servito di un assistente di studio e ha scattato le foto con una macchina fotografica analogica totalmente al buio impiegando la doppia esposizione, tempi di posa lunghissimi, e muovendo diverse fonti di luce attorno all’auto. «La Arteon ha un design espressivo e avveniristico. Pete Eckert ha messo in luce queste caratteristiche in un modo unico. Le immagini create sono veri pezzi d’arte e hanno un’atmosfera davvero speciale, come solo lui sa fare. Abbiamo conosciuto Pete come una personalità», ha commentato Xavier Chardon, responsabile marketing di Volkswagen.
“Auto del popolo”? Solo per il prezzo
Far fotografare la propria auto da un fotografo cieco, seppur noto e apprezzato, è una scommessa, ma è una bazzecola rispetto a quella che Volkswagen ha fatto decidendo di mettere in produzione la Arteon. La vita per il top di gamma dell’“Auto del popolo” non è mai stata facile, specie in Europa. La Phaedon, una vera ammiraglia che arrivava anche ad avere motorizzazioni da 5 litri, è uscita di produzione nel 2015 dopo 14 anni di lunga ma non certo straordinaria carriera. Non aveva nulla da invidiare alle ammiraglie degli altri marchi premium tedeschi, ma non ne aveva lo status ed era venduta praticamente solo in Cina. E soltanto nella Repubblica Popolare è stata sostituita nel 2016 da un modello analogo chiamato Phideon che resta l’ammiraglia del marchio Volkswagen. La Arteon, invece, è l’erede di quella che all’esordio era chiamata Passat CC (per sfruttare il nome di un modello Volkswagen molto conosciuto) e poi soltanto CC. È una berlina “granturismo” che vuole offrire una linea slanciata e molto spazio all’interno. Cinque porte, quattro motori turbo a iniezione diretta – tre diesel e uno a benzina – tutti da due litri con il cambio automatico a doppia frizione Dsg che nelle versioni più potenti (240 e 280 cavalli) sono abbinati di serie alla trazione integrale 4Motion. Arteon dispone di un head-up display per vedere sul parabrezza tutte le informazioni sull’auto e un sistema di infotainment Discover Pro con schermo in glass design da 9,2 pollici e comandi gestuali. Inoltre monta tre tecnologie inedite: la regolazione automatica della distanza (ACC) di ultima generazione considera anche i limiti di velocità, le curve, le rotatorie e le diramazioni del tratto stradale, adeguando automaticamente la velocità in funzione di questi parametri; le luci sono in grado di rilevare l’imminente presenza di una curva e la illuminano prima ancora che il guidatore l’affronti; e l’Emergency Assist, qualora il guidatore dovesse perdere conoscenza per qualsiasi motivo, è in grado di frenare la vettura entro i limiti del sistema, e sterzare dirigendosi verso la corsia più a destra, a condizione che la posizione dei veicoli vicini lo permetta. Con queste caratteristiche, e questo prezzo, se si chiamasse Audi darebbe filo da torcere a tutti. Invece si chiama “auto del popolo”, e dovrà lottare per conquistare il suo spazio.
















