La maggior parte degli europei (circa il 75%) è fiduciosa di poter viaggiare nel 2023, nonostante il contesto economico incerto. Un terzo (30%) è molto fiducioso. Sono i risultati emersi della terza edizione dell’International Vacation Confidence Index, uno studio condotto da Allianz Partners che ha coinvolto quasi 10.000 persone in nove paesi europei: Austria, Francia, Germania, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito e Polonia.
Italiani fiduciosi di poter viaggiare nel 2023
Dalla ricerca emerge che sono gli svizzeri i più fiduciosi riguardo ai propri viaggi del 2023 (80%), seguiti da italiani, austriaci e inglesi con il 79%. I Paesi Bassi sono all’ultimo posto con il 68% degli intervistati che immagina di viaggiare. La maggior parte delle fasce d’età ha espresso livelli elevati di fiducia, in particolare la fascia tra i 25 e i 34 anni. Tuttavia, il 28% degli europei è intenzionato a modificare i propri piani di vacanza invernale a causa della crisi climatica in corso. Questo dato varia tra le diverse fasce d’età, con il 40% dei viaggiatori sotto i 35 anni che potrebbe modificare i propri piani di viaggio a causa delle preoccupazioni per il cambiamento climatico, rispetto al 21% degli over 50 in Italia e solo al 16% in Europa.
I giovani i più consapevoli dell’impatto sull’ambiente
“Dopo anni molto difficili per chi desiderava viaggiare, il livello di fiducia degli europei nella possibilità di concedersi una vacanza è destinato a restare alto per il resto del 2023. Nonostante la crisi economica e l’aumento dei costi, in Europa vediamo entusiasmo e voglia di viaggiare, che indicano un futuro immediato molto positivo per il settore nel suo complesso”, dichiara Joe Mason, chief marketing officer travel di Allianz Partners. “Non sorprende invece vedere che i giovani siano i più consapevoli degli impatti negativi del cambiamento climatico, ma anche i più disposti a modificare i propri viaggi nel tentativo di ridurne l’impatto. Questa tendenza si diffonderà probabilmente in altri gruppi demografici, man mano che le persone inizieranno a compiere maggiori sforzi per viaggiare in modo più sostenibile”.
















