Grazie alla digital trasformation, il mondo della comunicazione sta conoscendo i cambiamenti più radicali degli ultimi 50 anni, i cui effetti a loro volta si rispecchiano nelle scelte di assunzione delle aziende. Le imprese richiedono sempre di più persone con una conoscenza trasversale, in grado di prendere parte a team multidisciplinari. In questo contesto, si assiste anche a una nuova centralità dei curricula umanistici. È necessario, però, integrare la formazione orizzontale costruita nei diversi percorsi universitari con quella sul campo e imparare nuove competenze verticali, soprattutto in campo digitale. Tra queste, le più richieste sono data science, creazione di contenuti, comunicazione e piattaforme e-commerce, competenze in ambito normativo.
Partendo da questa ineccepibile considerazione, Upa rilancia la sua proposta sui temi delle competenze. “Abbiamo deciso di affiancare alle iniziative di formazione continua dei manager delle imprese associate un’offerta formativa più strutturata, aperta a tutto il mercato, attraverso il brand UPA Academy. Nel 2018 avevamo un unico master, nel 2020 arriveremo a quattro: da quello storico in Comunicazione integrata, al nuovo Master in Diritto Commerciale, dal Master in Data Science per la comunicazione a quello in Branded Content. Si tratta dei nostri corsi di punta aperti al mercato, a cui si aggiungono quelli a porte chiuse riservati alle aziende associate, che spaziano dai temi relativi al media e al marketing fino alle novità normative e agli impatti contrattuali” ricorda Vittorio Meloni, Direttore Generale.
In questo scenario, complice anche l’evoluzione tecnologica e la necessità di regole che permettano di salvaguardare tanto i consumatori quanto le imprese che operano nel rispetto delle regole, è nata la scelta di costruire un Master in Diritto della Comunicazione digitale, in collaborazione con lo studio legale FTCC. “L’idea nasce dalla considerazione che oggi efficacia e compliance normativa dei progetti di comunicazione viaggiano a braccetto. Le tecnologie digitali hanno reso più complessa la definizione della comunicazione commerciale e c’è una forte evoluzione della normativa, nazionale e comunitaria, in fatto di comunicazione. Rispetto al passato, saper inquadrare, da un punto di vista legale, i meccanismi tecnologici alla base delle piattaforme digitali, che costituiscono il 40% del mercato pubblicitario, comporta uno sforzo di aggiornamento quotidiano. Le funzioni marketing e comunicazione devono interagire con il legale, minimizzando rischi operativi e reputazionali” ricorda Meloni.
Il Master in Diritto della Comunicazione Commerciale si rivolge principalmente a neolaureati in giurisprudenza (che godono di una tariffa speciale se under 30), legali d’azienda e avvocati. “Nel 2019 abbiamo avuto fra gli studenti anche alcuni marketing manager, consapevoli dell’inevitabile convergenza fra le funzioni aziendali nel segno della digitalizzazione. Il corpo docente è di altissimo livello, con la presenza dell’AGCM, del Garante Privacy e dello IAP, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria. “Grazie all’unicità dell’iniziativa e all’alto livello del programma didattico, il Master si avvale del sostegno di Google, Webads, Manzoni e IGP Decaux” conclude Meloni.
















