Crescita, redditività e solidità patrimoniale. Il 2025 di Unipol si chiude con numeri che raccontano un’evoluzione ormai strutturale, non più episodica. Il gruppo consolida il proprio posizionamento tra i protagonisti del panorama assicurativo europeo, facendo leva su un modello che integra in modo sempre più efficace le componenti assicurativa, finanziaria e bancaria.
Il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di bilancio, certificando un esercizio che segna un deciso cambio di passo. Il risultato netto consolidato raggiunge 1,53 miliardi di euro, con una crescita del 36,8% rispetto all’anno precedente. Ancora più significativa la performance del core assicurativo, che registra un utile di 1,208 miliardi, in aumento di oltre il 40%. Numeri che riflettono la qualità industriale del business e una gestione operativa sempre più efficiente.
La creazione di valore si traduce nella remunerazione degli azionisti. Il dividendo proposto sale a 1,12 euro per azione, con un incremento del 31,8% e un rendimento del 5,7%, interamente distribuito in contanti. Un segnale inequivocabile di fiducia nella capacità del gruppo di generare flussi di cassa solidi e sostenibili nel tempo.
La crescita si riflette anche sul fronte commerciale. La raccolta diretta assicurativa si attesta a 17,4 miliardi di euro, in aumento dell’11,1%. A trainare è soprattutto il comparto Vita, che registra un balzo del 20,6% raggiungendo 7,8 miliardi, sostenuto dalla spinta della bancassicurazione e dai grandi contratti previdenziali. Più contenuta ma comunque significativa la crescita del segmento Danni, che sale del 4,5% a 9,6 miliardi.
Sul piano tecnico, la qualità del portafoglio resta uno dei punti di forza del gruppo. Il combined ratio Danni scende al 92,9%, migliorando rispetto all’anno precedente e confermando una gestione disciplinata dei sinistri e dei costi operativi. Parallelamente, la gestione finanziaria continua a offrire un contributo rilevante, con un rendimento complessivo del 5,2% sugli investimenti assicurativi, sostenuto da cedole, dividendi e realizzi.
A rafforzare ulteriormente il quadro è la solidità patrimoniale. Il solvency ratio consolidato si attesta al 230%, mentre quello del solo gruppo assicurativo raggiunge il 279%, livelli che indicano un’ampia capacità di assorbire eventuali shock e di sostenere nuovi percorsi di crescita. Il patrimonio netto consolidato supera i 10,7 miliardi di euro, segnando un incremento significativo rispetto al 2024.
Accanto ai risultati economici, emerge con sempre maggiore evidenza la dimensione strategica della sostenibilità. Il 42,6% della raccolta premi complessiva deriva da prodotti con valore sociale e ambientale, in netto aumento rispetto al 31,5% dell’anno precedente. Un dato che evidenzia una progressiva trasformazione dell’offerta, sempre più orientata a intercettare bisogni legati alla protezione, alla previdenza e alla transizione ecologica.
Il gruppo ha inoltre destinato 1,71 miliardi di euro a investimenti coerenti con gli obiettivi dell’Agenda 2030, rafforzando il proprio ruolo come investitore istituzionale nella transizione sostenibile. Sul piano ambientale, le emissioni dirette (Scope 1 e 2), legate ai consumi energetici degli immobili e della flotta aziendale, risultano ridotte del 60,1% rispetto al 2019. Le emissioni indirette (Scope 3) si attestano a 25,3 tonnellate di CO2 equivalente per milione di euro, confermando un percorso di contenimento anche lungo la catena del valore.
Non meno rilevante è il presidio dei rischi climatici. Il fabbisogno massimo di capitale destinato alla copertura dei rischi catastrofali naturali soggetti a obbligo normativo raggiunge i 600 milioni di euro, a testimonianza di un approccio prudente in un contesto segnato da crescente volatilità ambientale.
Infine, si rafforza il ruolo sociale del gruppo. Le coperture Vita e Salute raggiungono il 16,1% della popolazione italiana, un dato che fotografa l’ampiezza della presenza di Unipol nel sistema di welfare e la sua capacità di intercettare bisogni sempre più diffusi.
















