Francesco Paolo Sisto

La legalità è capacità di stare sul mercato in modo eticamente corretto» dice il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, parlando nella Sala della Minerva, al Senato, alla cerimonia di premiazione del Legalità & Profitto Award, il premio organizzato da Economy in collaborazione con Nsa e Rsm e celebrato a Roma nella sua seconda edizione. «L’impresa va aiutata, ma l’impresa si deve aiutare – aggiunge Sisto – Allora ci deve essere uno scambio tra Stato che aiuta l’impresa e l’impresa che si rende meritevole di essere aiutata mediante i meccanismi di legalità. La prospettiva è cambiata e la meritevolezza si deve manifestare attraverso iniziative come il premio “Legalità & Profitto”, in cui il vaglio della capacità delle imprese di meritare il rapporto corretto fra legalità e profitto deve avere una sua ragione che non è solo celebrativa». Difficilmente capita che un uomo politico – ma Sisto è anche e forse soprattutto un giurista – colga così bene il senso profondo di una manifestazione culturale ed editoriale come ha fatto lui in occasione dell’edizione 2023 dell’Award. Che per il resto, ha confermato la forte presa socio culturale ma anche emozionale agli occhi dei 100 premiati, delle loro aziende, di tutti gli stakeholder che ne sono stati informati, del pubblico. Allegato a questo numero di Economy c’è un volumetto in formato digitale (scaricabile qui) che raccoglie le “memorabilia” di quella giornata, con le foto dei premiati che si sono recati a Roma a ritirare la pergamena, le sintesi degli interventi, l’elenco di tutte le imprese selezionate da Nsa incrociando il requisito ineludibile della presenza nel registro pubblico del rating di legalità con la valutazione del merito di credito secondo i parametri considerati dallo Stato – attraverso il Mediocredito Centrale – per decidere se una determinata azienda merita o meno la garanzia pubblica sul suo debito.

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Ecco, le aziende che superano questo filtro – applicato dal Mediocredito anche attraverso imprese partner, prima fra le quali Nsa – sono aziende economicamente solide, e quindi profittevoli (sarebbe impossibile stilare invece una classica sulla base dei profitti netti perché sarebbe iniqua, ogni settore ha i suoi profitti caratteristici e i confronti tra settori sono disomogenei).

Di rilievo anche il messaggio inviato dal presidente del Senato Ignazio La Russa: «L’impegno per educare al rispetto delle norme da parte del Senato si struttura su diversi piani e livelli – ha detto il presidente di Palazzo Madama – A partire ad esempio da quello scolastico. Il rating di legalità è uno strumento introdotto nel 2012, per promuovere l’assunzione di princìpi etici nei comportamenti aziendali. (…) Del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario, con l’obiettivo di creare un percorso virtuoso che tenga conto non soltanto dei profitti».

Rilevanti le testimonianza del sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto, che della legalità ha fatto il mantra della sua amministrazione; di Diana De Martino, della Direzione nazionale antimafia; di Giuseppe Busia, presidente dell’Anac; e di Anna Jole Savino, presidente della sezione italiana di Transparency International. Centrati gli interventi di Giuseppe Caroccia, managing partner di Rsm, e di Giovanni Salemi, di Nsa. Molto incisivo quello di Rosalba Benedetto, top-manager di Banca Ifis, che ha sottolineato come la piena legalità dell’agire di un’impresa sia un elemento chiave dal punto di vista di una banca. Toccante il momento delle premiazioni: qualche lacrima ci è scappata.

Tutto questo, sul libro digitale allegato a Economy. E l’anno prossimo si replica.