La diffusione capillare del fake, i meccanismi diabolici delle echo chamber sempre più presenti nei social e i motori di ricerca che fanno di testa loro nell’ordinare i risultati delle nostre richieste: queste sono le tre piaghe che stanno facendo ammalare l’infosfera – e cioè lo spazio digitale in cui sono contenute le informazioni, a distanza di click, di cui ci nutriamo ogni giorno. Nel contempo la quantità – ma anche la qualità – dei contenuti digitali cresce ogni giorno e l’infosfera diventa quindi sempre più necessaria e vitale. Quali antidoti dobbiamo allora adottare per coglierne i benefici senza cadere nelle sue sempre più numerose e meglio camuffate trappole? Due le azioni pratiche:
• Adottare sistematicamente un pensiero critico nella verifica delle fonti e nella veridicità dei contenuti.
• Anticipare il più possibile la raccolta delle informazioni che pensiamo di utilizzare. La verifica delle fonti e dell’accuratezza informativa è un processo lungo e faticoso in cui non ci imbarca se c’è fretta nell’usare le informazioni.
È interessante sottolineare che i siti che si occupano di debunking – questa è l’espressione tecnica in inglese che potremmo tradurre in demistificazione – ritengono che una notizia non sia semplicemente vera o falsa. Ad esempio il sistema Truth-O-Meter adottato dal sito di verifica Politifact valuta l’accuratezza relativa di un’affermazione utilizzando un punteggio da uno a sei, con un livello decrescente di verità:
• TRUE – The statement is accurate and there’s nothing significant missing.
• MOSTLY TRUE – The statement is accurate but needs clarification or additional information.
• HALF TRUE – The statement is partially accurate but leaves out important details or takes things out of context.
• MOSTLY FALSE – The statement contains an element of truth but ignores critical facts that would give a different impression.
• FALSE – The statement is not accurate.
• PANTS ON FIRE – The statement is not accurate and makes a ridiculous claim.
Questo tema è talmente rilevante che è nata una nuova disciplina: l’Agnotology o scienza dell’ignoranza. Il suo fondatore è Robert Proctor, docente all’università di Stanford, che così spiega la sua importanza: «I filosofi si sono sempre occupati della conoscenza, come Galileo, Newton o Piatone. Ma quello che abbiamo trascurato troppo a lungo è l’ignoranza, una realtà che ha una sua storia, una sua geografia. Noi siamo circondati dall’ignoranza, che viene deliberatamente prodotta da potenti forze per lasciarci nel buio. Nelle nostre conversazioni e nel nostro modo di ragionare abbiamo smarrito tre regole semplici che, invece, è urgente recuperare: domandarsi sempre quale sia la fonte di certe affermazioni; chiedersi qual è la reputazione di questa fonte; riflettere su chi trae vantaggio da quella stessa affermazione (è la regola più importante)». Paolo Pagliaro – nel suo “Punto. Fermiamo il declino dell’informazione” – rincara la dose e raccomanda di utilizzare sempre i sette Tips for Exposing Fake News codificati dall’Ethical Journalism Network:
1. Usare i siti di fact checking.
2. Guardarsi dai siti con nomi bizzarri. Domini strani o siti che terminano in «.com o .co», per esempio, sono spesso versioni false di vere fonti di notizie.
3. Controllare la sezione «About» dei siti. Preoccuparsi se non ce n’è una.
4. Fare attenzione alle storie che non sono state riportate altrove. Un evento scioccante, scandaloso avrà un’altra fonte. Se non ce l’ha, essere sospettosi.
5. Diffidare se non c’è l’indicazione di un autore o una fonte. A volte è giustificato, ma deve essere spiegato, in caso contrario non fidarsi.
6. Controllare la data. Uno dei trucchi preferiti dai diffusori di false notizie è reimpacchettare vecchie storie… fuori tempo e fuori contesto.
7. Ricordare che esiste la satira. Non tutta la falsificazione è maligna.
Ma tutto ciò non basta: trovare le fonti e le informazioni giuste, sia nutritive che corrette, richiede infatti molto tempo. Se cerchiamo l’informazione a ridosso del momento in cui intendiamo usarla, è altamente improbabile che avremo il tempo per verificarle in modo opportuno. E quindi ci fideremo delle informazioni più a portata di mano, o meglio di click.
















