aumento tassi

La BCE, Banca Centrale Europea, ha preso la decisione di aumentare i tassi di interesse dal prossimo 1° luglio 2022 di 25 punti base. Si tratta di un intervento netto che non accadeva dal 2011 e che va di pari passo anche con altre operazioni al rialzo previste a Francoforte da qui ai prossimi mesi. Il Consiglio direttivo BCE ha inoltre optato per la sospensione del PEPP, Pandemic emergency purchase programme, ovvero del programma finanziario del 2020 per contrastare l’impatto della pandemia sull’economia dell’area euro. Ciò che preoccupa la BCE è la forte inflazione e, dunque, si è scelto di abbandonare la politica a difesa dell’euro a tutti i costi, andando così verso un periodo in cui il costo del denaro aumenterà in maniera progressiva.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Tassi in aumento, la decisione della BCE

La presidente della BCE Christine Lagarde ha presentato l’iniziativa spiegando che da 11 anni i tassi di interesse sono fermi e che l’aumento di 25 punti base e non di 50 come sembrava potesse essere nei giorni scorsi “è rilevante ma non eccessivo e la decisione di oggi non è su un solo aumento ma su un intero percorso”.

Questo lascia presagire che a settembre ci saranno ulteriori aumenti, con la calibrazione dell’aumento dei tassi che “dipenderà dalle prospettive aggiornate di inflazione a medio termine”. “Se le prospettive di inflazione a medio termine persistono o peggiorano – ha detto la Lagarde – un aumento maggiore sarà appropriato alla riunione di settembre”.

Appare evidente che l’entità del rialzo di settembre dipenderà dall’outlook dell’inflazione, che, secondo le stime sarà al 6,8% nel 2022, al 3,5% nel 2023 e 2,1% nel 2024. Per quanto riguarda invece le stime sul Pil, nel 2022 queste sono state ridotte a +2,8% e a 2,1% nel 2023, mentre nel 2024 sono al 2,1%. Si tratta dunque di stime di crescita al ribasso che preoccupano in questa fase e che si spera possano invertire la propria tendenza.