La variante Omicron continua la sua corsa – ieri il tasso di positività in tutta Italia è arrivato al 9% (ma a gennaio si prevede potrebbe salire al 60) – nonostante le Feste natalizie la gente è chiusa in casa o al massimo in coda a fare i tamponi (ma per Figliuolo “l’hanno fatta anche per il Black Friday”, per cui possono farla anche in farmacia…) e i rincari energetici stanno portando le imprese al collasso (ieri le manifatturiere hanno minacciato di chiudere). Il caro-bollette è una spada di Damocle che pende pesantemente sul tessuto produttivo: se nel 2021 gli extracosti energetici ammontavano già a 11,33 miliardi (+200%) nel 2022 raddoppieranno l’incidenza (+400%) arrivando a 27,50 miliardi. Il Governo sta cercando di correre ai ripari ma nel frattempo a Palazzo Chigi c’è il problema di varare una “quarantena corta” almeno per chi è vaccinato, perché tra qualche settimana con l’elevato tasso di contagiosità che sta registrando il virus, più di mezza Italia potrebbe risultare positiva ed essere costretta all’isolamento e ad abbassare la saracinesca. E in tutto questo, la politica che fa? Continua a giochicchiare a “Indovina Chi?” in vista delle elezioni al Quirinale, scavando un altro metro nel fossato che già la divide dal Paese reale (come scrive Zacchè sul Giornale).

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Lotta (al Covid) dura senza paura 

“Quarantena, nuove regole” apre il Corriere, “ieri 30 mila casi, tasso di positività al 9%, Regioni in pressing sulla quarantena: va ridotta o si ferma il Paese”. Stesso titolo per la Repubblica che scrive: “Torna a riunirsi il CTS, ipotesi di abbreviare l’autoisolamento in base allo status vaccinale. Servizi essenziali al rischio stop, vacanze cancellate, stretta alle frontiere, il turismo ha già perso 4 miliardi e 40 mila posti di lavoro sono in bilico”.  In Francia, intanto, Macron ha deciso: “booster dopo 3 mesi e linea dura sui no vax. “Quarantena, solo 5 giorni per i vaccinati” titola La Stampa, “Pressing delle regioni sul Governo, Draghi convoca il CTS, domani la decisione. Figliuolo: il vaccino non scade come lo yogurt”.

“È l’ora dell’obbligo vaccinale” dice Carlo Bonomi presidente di Confindustria in un’intervista al Messaggero, “non fermiamo la crescita”. E sulla scuola, riporta il quotidiano romano parte il pressing dei presidi: “Tamponi a tutti per tornare in aula”. Il Giornale titola: “Quarantena corta, pressing sul governo per ridurre l’isolamento di chi ha già fatto tre dosi per non fermare il paese. Palla al CTS”. “Liberate i vaccinati, circa 2 milioni di persone bloccate in casa il 70% in negativo e quasi tutte sono immunizzati” strilla in prima pagina Libero che ricorda: “Nelle farmacie 700 mila tamponi al giorno”. “Effetto Omicron, servono nuove regole per evitare una quarantena di massa” scrive il Foglio, “con i casi in crescita, presto milioni di italiani bloccati e il governo pensa a tempi più stretti per i vaccinati”.

“Saldi di fine anno” è il titolone del Manifesto, “2,5 milioni di persone bloccate in casa per il virus e il governo pensa di ridurre la quarantena per chi ha fatto la terza dose, dossier sul Tavo del CTS che si riunirà già domani per decidere”.

Colle, giochiamo a “Indovina chi”?  

Solo Draghi può farcela nei primi tre scrutini ma a serve un’intesa forte, dal quarto in avanti ce la possono fare anche Berlusconi, Casini, Amato e poi gli outsider” ipotizza Antonio Polito sul Corriere della Sera. Sulla Repubblica intanto, “per sbarrare la corsa di Berlusconi Giuseppe Conte fa tre nomi per una donna presidente: Severino, Belloni e Moratti. Ma niente preclusioni su Cartabia e Casellati”. Annalisa Cuzzocrea sulla Stampa scrive sicura: “Amato e la corsa al colle, il nome che intriga tutti”. “Il Pd si spappola, Letta isolato, le correnti verso Casini o Amato”, fa sapere il Fatto Quotidiano mentre Giuliano Ferrara sul Foglio sentenzia: “Il passaggio di Draghi al Colle non sarebbe un rischio repubblicano: la costituzione è presidenzialista”

L’economia che serve

Sulla Repubblica un commento su “Multe leggere ai colossi mondiali che delocalizzano”. La notizia “Cordata italiana ottiene il primo ok per il cloud” è in prima pagina sul Corriere della Sera e su Milano Finanza (“Cordata Tim in pole position per realizzare il cloud nazionale, con Leonardo, CDP e Sogei”). Per il Fatto Quotidiano “vince quella gradita al Mef”.

Il caro-energia si prende molto spazio su quasi tutti i giornali: “Gas, le imprese al governo: ci aiuti o non riapriremo” (La Repubblica). Per la Stampa: “Imprese allo stremo per il caro bollette. Salvini: aiutiamole”.  “Alleanza della manifattura contro i maxi-rincari, l’industria: in pericolo la produzione, il governo prepara nuovi interventi. Forti rincari rischiano di spegnere l’industria manifatturiera nazionale” riporta Il Sole-24 Ore. Il Giornale titola “Caro-energia, l’allarme delle imprese che chiudono, il governo corre ai ripari” e Marcello Zacchè in un fondo in prima pagina accusa: “I rincari dell’energia non riescono a diventare una priorità assoluta perché l’elezione del presidente della Repubblica ha assorbito tutte le energie della politica andando aldilà di ogni razionalità e indebolendo il governo stesso. Ma così la distanza tra Palazzo e realtà è tornata ad allargarsi a dismisura”. Per La Verità “La ripresa nel 2022 è appesa a 2 fili, inflazione energia”.

Il titolo principale del Sole-24 Ore è sull’allarme per la scadenza a fine anno delle sospensioni dei prestiti previsti per le aziende: “Imprese, rischio da 25 miliardi, Nella legge di bilancio strumenti insufficienti per un’uscita morbida”. Di spalla sempre sul quotidiano della Confindustria “Sullo spread BTp-Bund inizia a pesare il dopo Draghi”, l’allarme di Confitarma sulle attività marittime (“Le nostre navi gravate da costi burocratici costano più della media europea”) e in taglio medio “Da Disney a Citigroup a Wallgreens Boots Alliance, I grandi gruppi puntano sulle Ceo donne”.

La Stampa in prima scrive di Manovra e riforma fiscale: “L’Irpef del futuro aiuta i redditi medi, 264 euro di sconto ma sono quasi 15 milioni gli italiani che non avranno alcun vantaggio”. Sul tema il Sole-24 Ore scrive che “nella legge di bilancio per i Dirigenti di PA spunta l’aumento di stipendio che supera il tetto dei 240 mila euro”.

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando intervistato dalla Stampa dice “Il lavoro nero si cura col salario minimo”. E sempre sul quotidiano torinese un’inchiesta sulle catastrofi ambientali: “sono costate 175 miliardi. Il pianeta è a pezzi per colpa dei sapiens”. Su Libero Quotidiano Sandro Iacometti scrive che il ministro alla Transizione Ecologica Stefano Cingolani medita l’addio: “Il mio lavoro è finito”.

Su Avvenire in taglio basso un’analisi sulle morti bianche: “1000 vittime sul lavoro, ecco cosa cambiare” “Nuove regole sul debito” titola invece in apertura Milano Finanza: “Per superare l’emergenza, i consiglieri di Draghi e Macron dicono: in un fondo tutto l’indebitamento pandemico, scambio fra i titoli post-CoVid detenuti dalla BCE ed euroBond emessi dalla Ue”.

Ipse dixit

“La speranza è che il virus si stia raffreddorizzando” (l’immunologo Silvestri al Corriere della Sera).

“Il vaccino non scade come lo yogurt” (Il Generale Figliuolo/1)

“La gente è stata in coda per il Black Friday, deve avere pazienza anche per i tamponi” (Il Generale Figliuolo/2)

“I costi energetici rischiano di essere la Lehman Brothers del manifatturiero” (L’assessore allo sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi)

Gli editoriali (per chi ha tempo) 

“Connessa con la soluzione che si vorrà dare all’individuazione del successore di Sergio Mattarella c’è la questione del futuro del governo. Non solo quello in carica ma quello che si potrà formare dopo le elezioni che più tardi arriveranno nel 2023. E la gestione del Pnrr durerà fino al 2026, è bene non dimenticarlo, e per quella serve una guida l’altezza e un’ancoraggio europeo solido” (“Cosa c’è oltre il voto per il futuro presidente” Paolo Pombeni sul Messaggero)

“Sciogliere le camere? Meglio di no” (Sabino Cassese in prima pagina sul Corsera)