Per illustrare il significato e le modalità del Ritorno sociale dell’investimento, indicato con l’acronimo inglese Sroi, la strada più semplice è raccontare una storia, una delle tante che ad oggi hanno caratterizzato questo modello di agire economico e sociale. Quasi venti anni fa nella Silicon Valley la Fondazione Robin Hood ebbe l’idea di aiutare i senza tetto andando oltre le modalità del Grant-making, il concedere, cioè, denaro sotto forma di assegni. L’idea fu quella di investire per produrre benefici intrecciati: economici per coloro che avevano investito nel progetto, sociali per il gruppo identificato come beneficiario. L’approccio innovativo della Fondazione fu nel partecipare direttamente al progetto fornendo supporti di conoscenza ed operatività. Il progetto fu quello di creare piccoli ostelli che, per pochi dollari a notte, potevano ospitare i senzatetto che desideravano trovare un riparo, senza rinunciare alle loro scelte di vita. L’innovazione fu di coinvolgere alcuni senzatetto nella realizzazione del progetto, facendoli crescere “come piccoli imprenditori”. L’iniziativa fu un successo: gli ostelli si moltiplicarono e offrirono agli homeless sia la possibilità di rientrare a pieno titolo nella vita sociale, avendo una residenza stabile, grazie ai proventi della loro attività di imprenditori dell’ ospitalità, sia di continuare a vivere senza fissa dimora usufruendo all’occorrenza di servizi di accoglienza.La logica del win win, la reciprocità nell’investimento, ebbe anche un altro ritorno, questa volta per chi aveva investito nell’iniziativa, che vide restituito, anche con piccoli interessi, il capitale investito. Da allora le storie di questo tipo si sono ripetute fino a generare “effetti di teorizzazione” interessanti e radicati anche nel nostro paese.
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