O'Leary (Ryanair): "Ita fallirà come Alitalia"

Venerdì scorso, la compagnia aerea irlandese Ryanair ha visto le sue azioni cadere del 2% dopo aver comunicato che il profitto sarebbe stato inferiore al previsto per la seconda volta in quattro mesi. Insomma il più grande vettore aereo low-cost d’Europa si aspetta ora che il suo profitto annuale sia inferiore di oltre 100 milioni di dollari rispetto alla sua stima precedente, dopo l’ennesima guerra dei prezzi invernale con i suoi concorrenti. Avrebbe potuto andare peggio: il minore introito dovuto al prezzo più basso delle tariffe è stato parzialmente compensato da un aumento del numero di passeggeri che volano con Ryanair. Si stima che circa 142 milioni di persone abbiano viaggiato con Ryanair nell’ultimo anno – il 9% in più rispetto all’anno precedente. Ma i guadagni scendono! Che il disruptor possa essere distrutto anche lui dalla stessa guerra sui prezzi che ha scatenato? Di fatto, il quadro del settore si complica per tutti.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

American Airlines e Delta Air Lines hanno entrambi avvertito questo mese che i loro profitti sarebbero stati inferiori al previsto. Delta ha accusato lo shutdown del governo di soffocare la domanda di viaggio. Gran parte della turbolenza su entrambi i lati dell’Atlantico può essere imputata a una corsa al ribasso per i portafogli dei consumatori e a un eccesso di posti sui voli a corto raggio. Le compagnie aeree fanno più soldi quanto più un volo è pieno. Le guerre dei prezzi in corso, quindi, possono benissimo spingere alcune compagnie aeree al fallimento.