La stella del calcio Cristiano Ronaldo ha annunciato una partecipazione in Perplexity, la startup di ricerca AI da 20 miliardi di dollari, per il suo più grande risultato tecnologico di sempre. Ronaldo in un’intervista aveva raccontato di aver usato Perplexity per scrivere un discorso per una cerimonia di premiazione importante. E sembra che il calciatore ne sia rimasto colpito. Tanto che ora ha acquisito una quota dell’azienda, ha contribuito a creare un hub dedicato “Perplexity x CR7” (che utilizza l’intelligenza artificiale per consentire ai fan di esplorare momenti della sua carriera) e ha firmato un accordo come partner globale.
Con oltre un miliardo di follower sui social media, l’endorsement di Ronaldo offre a Perplexity una visibilità immediata in regioni con un’adozione limitata dell’intelligenza artificiale, come l’America Latina, il Medio Oriente e alcune parti dell’Asia.
Ronaldo è noto per una vita nel lusso, ma ha accumulato quella ricchezza investendo in settori più concreti. La stella del calcio ha trascorso anni a incanalare i suoi guadagni in attività a basso rischio e generatrici di liquidità – hotel, palestre, immobili, accordi di licenza – e a lasciare che quel reddito costante si accumulasse.
Non servono miliardi per copiare il suo piano: si costruisce una base stabile e, una volta che questa fondazione inizia a ripagarsi da sola, si passa a fare più investimenti speculativi.
Ronaldo non è l’unico campione sportivo a fare queste scelte. Anche il calciatore tedesco Mario Götze è uno dei tanti calciatori che ora considerano l’investimento una carriera parallela. E non stiamo parlando di accumulare denaro nell’indice S&P 500: Götze esamina oltre 100 pitch di startup al mese, sostenendo aziende di software, biotecnologie, assistenza sanitaria e sicurezza informatica.
















