Nel folklore inglese era il ladro che rubava ai ricchi per dare ai poveri, ma ad essere derubato stavolta è stato lui. Compromessi da un attacco hacker i dati di circa 7 milioni di clienti di Robinhood Markets Inc: l’ha comunicato la società in una nota dell’8 novembre. Ovviamente, la denuncia alle forze dell’ordine è già stata fatta, ma nel frattempo sono stati intaccati gli indirizzi e-mail di quasi 5 milioni di persone, e i nomi completi di altri 2 milioni. Per 310 persone è andata anche peggio: nomi, date di nascita e Cap. Pare però che nessun numero di previdenza sociale, conto bancario o carta di debito sia stato esposto durante l’incidente, avvenuto il 3 novembre. Stando alla dichiarazione dell’azienda, l’attacco si è basato su una telefonata con un rappresentante del servizio clienti, che l’hacker ha utilizzato per accedere ai sistemi di supporto.
«Le azioni di Robinhood sono scese del 3% a 36,84 dollari nel trading esteso alle 17:30. Al momento sono stabili a queste quotazioni», spiega Pietro Bellotti, premium client manager di Ig Italia.
Secondo Charles Carmakal, chief technology officer di Mandiant, la società di sicurezza ingaggiata da Robinhood per indagare sulla violazione, è probabile che l’intruso continui a prendere di mira ed estorcere altre organizzazioni nei prossimi mesi.
La parte lesa ha indagato per valutare l’impatto dell’attacco informatico, eppure, non è la prima volta che accade un evento simile: già l’anno scorso erano stati compromessi in una serie di hacking quasi 2.000 conti di Robinhood. «Da allora, la società sta lavorando per dimostrare di essere un broker affidabile e non spaventare i nuovi investitori. Nuove assunzioni per il personale del servizio clienti che hanno portato le dimensioni del team a triplicarsi nel 2020, nuovi uffici in Arizona, Texas e Colorado, supporto telefonico 24 ore su 24, sette giorni su sette», nota Bellotti.
Il titolo, quotato per la prima volta a fine Luglio 2021, ha vissuto un book di acquisti grazie all’hype creatosi intorno all’azienda e al numero di utenti attivi, passando velocemente da 33 ad un massimo addirittura di 84 dollari. Molto presto però, il mercato ha iniziato a prendere profitto e le azioni Robinhood hanno vissuto un calo costante fino al supporto recente dell’area dei 35 dollari. «La notizia non migliora la situazione di un titolo a luci e ombre che rischia di non essere pronto per una mole di utenti e volumi tale», conclude il manager. «Nonostante ciò il supporto a 35 dollari rimane un possibile livello di rimbalzo che potrebbe mantenere a galla il titolo fino ai prossimi dati trimestrali».



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