Riforma del catasto case fantasma

La riforma del catasto mira a porre rimedio al fenomeno delle cosiddette casa fantasma, ovvero tutti gli edifici e relative porzioni non risultanti al registro del catasto e quindi sconosciuti alle casse dello Stato italiano. Si tratta, dunque, di unità immobiliari costruite senza nessuna autorizzazione al fine di evadere il Fisco e incentivando il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Vediamo quindi più bel dettaglio la portata del fenomeno delle case fantasma e come la riforma del catasto può intervenire in tal senso.

Riforma del catasto: le case fantasma

Secondo quanto riportato dal Fisco italiano, ci sarebbero in ballo circa 2 milioni di euro con circa 1,2 milioni di immobili fantasma ancora presenti nel territorio nazionale (statistiche catastali 2021). Per contrastare tale fenomeno, la Stato ha impiegato nel corso degli anni scorsi una serie di operazioni con i droni per censire tutti gli edifici non registrati confrontano le foto aeree con le mappe catastali. Malgrado l’intervento abbia portato a dei risultati importanti, la riforma del catasto mira a dare un ulteriore spallata all’abusivismo e alle case fantasma.

Il primo intervento della riforma del catasto è quello di semplificare tutte le comunicazioni e l’uso di strumenti ai fini dei controlli sul territorio da parte degli enti locali. Dalle situazioni irregolari scovate ne deriverà un maggiore gettito per le casse dello Stato che verrà utilizzato per abbattere il prelievo sugli immobili regolari dello stesso Comune.

Caccia alle case fantasma e all’abusivismo edilizio sono dunque gli obiettivi primari della riforma del catasto, ai quali si affianca anche la lotta al sommerso. In tal senso un ruolo fondamentale viene giocato dall’Agenzia delle Entrate che si impegnerà per aumentare i controlli nei confronti delle case abusive, di quelle non accatastate e di quelle classificate in una classe diversa dal loro effettivo valore di mercato.