Tim Fibercop

Due consigli di amministrazione per decidere il futuro della cessione della Rete Unica Tim. Sono stati fissati per il 3 e il 5 novembre per esaminare l’offerta vincolante su NetCo e quella, non vincolante, relativa a Sparkle, ricevuta da KKR lo scorso 16 ottobre. Dopo il primo incontro fissato per il 3 novembre, il 4 novembre si terrà una riunione informale del Consiglio per interpellare il management e i consulenti. Il Consiglio si riunirà di nuovo formalmente il 5 novembre per deliberare. A spiegarlo è stata Tim stessa con una nota nella  giornata di domenica.

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Per Vivendi dovrà decidere l’assemblea

Potrebbe non essere il consiglio di amministrazione a decidere. O almeno così non la pensa Vivendi, che è il primo azionista di Tim con il 23,75%. Forte di quattro diversi pareri legali gli amministratori della società francese sostengono che solo l’assise straordinaria sia legittimata ad esprimersi anche perché — dal loro punto di vista — la cessione della rete modifica la ragione sociale stessa della società. All’interno del cda Tim le opinioni sono divergenti. Nel frattempo la Corte dei Conti ha spiegato che in merito alla valutazione del dossier, necessaria per la pubblicazione del Dpcm che permette l’investimento del Mef fino a 2,5 miliardi di euro per salire al 20% di Netco, non ha «potuto compiutamente esprimersi sulla sostenibilità finanziaria dell’investimento». Al momento dell’esame – spiega la magistratura contabile – non erano infatti «concluse le procedure di valutazione spettanti all’Amministrazione per l’acquisizione di elementi adeguati a suffragare la scelta sotto il profilo della redditività e sostenibilità dell’operazione societaria». La delibera della Corte – conclude la nota – «è stata predisposta nei tempi richiesti dalla legge sulla base delle informazioni e dei dati al momento disponibili».