regime forfettario

Il regime forfetario prevede una soglia che non non superi gli 85mila euro ed è un requisito applicabile già a partire dal 2023. Consente la permanenza nel regime agevolato a chi già lo applicava nel 2022 oppure riguarda l’ingresso di nuovi soggetti. È stata, inoltre, introdotta una speciale causa di fuoriuscita “immediata” dal regime forfetario, consistente nel superamento della soglia di 100mila euro di ricavi o compensi percepiti nel corso dell’anno. Con i cambiamenti introdotti dalla riforma di quest’anno se in corso d’anno si percepiscono ricavi o compensi per un importo superiore al limite di 85mila euro ma comunque inferiore ai 100mila, si rimane all’interno del regime forfetario nell’anno in corso per uscirne in quello successivo e ciò comporta la rettifica dell’Iva non detratta. Chi invece superi  i 100mila euro di incasso passa al regime ordinario nello stesso anno. In particolare, con riguardo alle imposte dirette, il contribuente rientra nel regime ordinario sin dall’inizio dell’anno, mentre, per l’Iva, entra nel regime ordinario dal momento dell’incasso che ha comportato la fuoriuscita dal regime, cui consegue l’integrazione della relativa fattura, con l’emissione di una nota di debito per l’importo della corrispondente imposta. Non devono, invece, essere integrate le fatture emesse senza Iva prima del suddetto incasso.

LEGGI ANCHE: Agenzia Entrate: fringe benefit di 600 euro ecco come ottenerlo

Chi rientra nel regime forfettario con aliquota fissa del 15%

Secondo quanto comunica l’Agenzia delle Entrate è riservato a quelle persone che esercitano attività di impresa, arte e professione a livello individuale. Applicano giù questo regime i contribuenti che nel 2022 hanno avuto ricavi o compensi superiori a 65mila euro, ma inferiori a 85mila. Il contribuente che abbia optato per il regime ordinario non è tenuto a rimanere per l’intero triennio nello stesso regime. Se il contribuente intraprende l’attività in corso d’anno, il superamento del limite di 100mila euro deve essere verificato senza confrontare il volume dei ricavi o dei compensi alla frazione d’anno di attività. Inoltre, viene chiarito anche che coloro che hanno aderito, ad esempio nel 2021, alla contabilità ordinaria possono applicare dal 1° gennaio 2023 il regime forfetario se nel 2022 hanno percepito ricavi o compensi pari o inferiori agli 85mila euro, senza necessariamente, quindi, rispettare il vincolo triennale di permanenza nel regime ordinario.