Coniugare innovazione e responsabilità per affrontare il clima che cambia, aprendo la filiera della carne alla rigenerazione: Inalca, con oltre duemila ettari coltivati e un progetto condiviso con Corteva, traduce in scelte concrete l’urgenza della transizione: «Nei prossimi tre anni imposteremo nei nostri centri agro-zootecnici una sperimentazione che mira a creare nuovi sistemi colturali e a ottimizzare la gestione del suolo», spiega Claudio Pennucci, direttore agronomico di Corticella, azienda del Gruppo Inalca, società del Gruppo Cremonini, leader in Europa nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne, salumi, bacon e snack con i marchi Inalca, Montana, Manzotin, Italia Alimentari, Fiorani e Ibis, e nella distribuzione internazionale di prodotti alimentari del Made in Italy Inalca Food Beverage, che controlla tutta la filiera produttiva, dall’allevamento alla distribuzione.

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L’azienda, protagonista del convegno organizzato a Ecomondo da Economy Group, ha svelato un modello di integrazione tra agricoltura e allevamento che oggi coinvolge oltre 2.300 ettari di terreni in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, destinati all’autoproduzione delle foraggere. Su questi terreni viene autoprodotta circa il 70% degli alimenti destinati ai bovini, rendendo Inalca uno dei principali allevatori italiani di bovini da carne, con una capacità produttiva di circa 180.000 capi all’anno, allevati direttamente o in soccida.

Il percorso di sostenibilità è stato sviluppato in collaborazione con Corteva Agriscience, che ha portato a una riduzione media del 19% delle emissioni di CO₂ equivalente per tonnellata di foraggio prodotto, grazie all’adozione di pratiche agronomiche innovative e all’uso razionale dei reflui stabilizzati con l’inibitore della nitrificazione Instinct e del biostimolante azotofissatore BLueN. Lo studio, condotto dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Milano, ha dimostrato che sostenibilità e produttività possono convivere, migliorando l’efficienza dell’azoto e la fertilità del suolo.

«Nei prossimi tre anni, il gruppo Inalca imposter nei propri centri agro-zootecnici, gestiti dalla società Corticella, una sperimentazione applicativa», ha spiegato Pennucci: «verranno testati schemi di coltivazione che meglio si adattino alle condizioni pedo-climatiche e di mercato, utilizzando sia coltivazioni consolidate che nuove per cambiamenti climatici; avere tutte le informazioni meteoriche e fisico-chimiche permetterà di applicare lavorazioni meno impattanti e più ecosostenibili; su ogni coltivazione verrà avviato un percorso per sviluppare linee tecniche per razionalizzare l’utilizzo degli input agronomici e verranno adottate pratiche specifiche».

Manuela Rancati, Sales Manager di Pioneer, marchio sementiero di Corteva, ha aggiunto: «Questa collaborazione con Inalca dimostra che sostenibilità e produttività possono convivere. Attraverso l’agricoltura rigenerativa e le tecnologie di precisione supportiamo le aziende agricole nel migliorare la fertilità del suolo, riducendo le emissioni e mantenendo un’elevata efficienza produttiva ed economica».

L’impegno di Inalca si estende anche alla valorizzazione dei sottoprodotti bovini, che vengono collocati sui mercati nazionali e internazionali, contribuendo in modo sinergico ad altre filiere, dalla pelletteria al biomedicale, dalla cosmesi al pet food, fino al mondo delle energie rinnovabili. Nei pressi degli stabilimenti produttivi, Inalca ha sviluppato una vera e propria infrastruttura energetica destinata all’autoproduzione di energia e all’utilizzo di fonti rinnovabili. Deiezioni degli animali e scarti delle attività agricole e industriali, grazie agli impianti di cogenerazione, produzione di biogas e recupero di ossa e grassi, costituiscono una preziosa biomassa per la produzione di energia da fonti rinnovabili e per la produzione di fertilizzanti organici che vengono reimpiegati nel ciclo agricolo. A ciò si aggiunge l’importante produzione di energia solare, fornita dagli impianti fotovoltaici installati su tutti gli stabilimenti e sulle aziende agricole.