Il Consiglio di amministrazione di Pirelli & C. ha approvato il Piano Industriale 2020-2022, con visione 2025. Dal 2017 a oggi Pirelli, in linea con la strategia prefissata, ha consolidato la propria posizione nell’High Value e ha ridotto la presenza nel segmento Standard potendo contare su 5 solide e distintive barriere competitive: – una forte e consolidata relazione con i produttori auto più esigenti; una tecnologia costantemente all’avanguardia; un brand iconico e riconosciuto in tutto il mondo; una distribuzione commerciale selettiva e un assetto manifatturiero altamente tecnologico e concentrato in Paesi dai costi di produzione competitivi; un vantaggio competitivo in termini di performance ESG, collocandosi Pirelli ai vertici delle maggiori classifiche mondiali di settore.
Nell’High Value Pirelli ha rispettato le previsioni del precedente piano, nonostante elementi non prevedibili come la debolezza dell’automotive nel 2019 che ha portato ad avere minori volumi nel Primo Equipaggiamento, con pressioni sui prezzi nel comparto tyre. I risultati sono stati raggiunti cogliendo nuove opportunità nel Primo Equipaggiamento (OE) con una diversificazione di portafoglio, siglando nuovi contratti in Nord America e Apac, massimizzando l’effetto ‘pull-through’ sul canale Ricambio e difendendo il prezzo delle specialties.
Nello Standard, invece, l’andamento del mercato è stato peggiore delle aspettative, per l’inatteso protrarsi della crisi economica in Latam e per la debolezza del mercato in Europa e Russia. Per contenerne gli impatti, Pirelli ha accelerato la riduzione dell’esposizione su tale segmento, con un calo dei volumi pari a 10 milioni di pezzi rispetto alle ipotesi iniziali formulate in fase di Ipo.
I TREND DELL’INDUSTRY
Nel corso del prossimo triennio, si prevede che il mercato della mobilità ‘high end’, quello di riferimento per Pirelli, non registrerà discontinuità importanti. In particolare: l’ammontare complessivo delle ‘miglia guidate’ continuerà a crescere su base globale (+3% il tasso medio annualizzato 2020-2022 con un lieve rallentamento rispetto ai 5 anni precedenti); – i consumatori ‘high end’ continueranno a crescere a un tasso medio annualizzato dell’8%, mantenendo il ritmo che si osserva dal 2015; – la proprietà privata dell’auto continuerà a essere dominante rispetto alle auto in ‘sharing’ e ai veicoli dei servizi auto (89% nel 2020, 85% nel 2022); le auto elettriche continueranno a crescere, ma con un’incidenza ancora contenuta sulla produzione globale di auto (11% del totale nel 2020 e 20% nel 2022).
Il Premium/Prestige continuerà a rappresentare un mercato chiave, spinto da un ulteriore incremento delle omologazioni; una crescente domanda nelle specialties; una costante crescita del segmento Suv e Cuv (Crossover); nuove tecnologie legate allo sviluppo dell’elettrico e della connettività; un parco auto Car Synergic sempre più orientato verso pneumatici High Value.
Per il mercato pneumatici High Value – concentrato in Europa, Apac e Nord America – si stima per il prossimo triennio una domanda ancora resiliente, pur in uno scenario di persistente pressione sui prezzi che potrà essere più contenuta per i player più solidi in termini di innovazione e brand. In particolare: produzione auto Premium e Prestige: tra il 2019 e il 2022 si prevede una crescita media annua pari a circa il 2% dopo il +1,3% del 2016-2019, in controtendenza rispetto alla debolezza della produzione auto globale (+0,7% la crescita complessiva prevista nel triennio dopo il -1,6% nel 2016-2019); parco auto globale Premium e Prestige: si prevede raggiungerà circa 180 milioni di veicoli nel 2022 – concentrati per l’87% in Europa, Nord America e Apac – con una crescita media annua pari a circa il 5% (+5,8% tra il 2016 e il 2019) superiore al +2,9% previsto tra il 2019 e il 2022 per il mercato auto complessivo (+3,6% tra il 2016 e il 2019); domanda di pneumatici ≥ 18 pollici: si prevede una crescita complessiva pari a circa il 6% medio annuo tra il 2019 e il 2022 (+9,3% nel 2016-2019) quale risultante di un +7,5% nel canale Ricambi (+11,7% tra il 2016 e il 2019) e di un +4,3% nel Primo Equipaggiamento (+6,4% tra il 2016 e il 2019); pressioni sui prezzi: la debolezza dell’automotive nel 2019, inaspettata rispetto all’installazione di capacità a fine 2018 e 2019, ha portato a sovracapacità, con conseguenti pressioni sui prezzi. Brand e tecnologia, elementi chiave nelle decisioni di acquisto di un consumatore Premium, rappresentano una difesa competitiva.
PIANO INDUSTRIALE 2020-2022
Il Piano Industriale 2020-2022 di Pirelli conferma la centralità dell’High Value, con un consolidamento della leadership anche attraverso un ulteriore rafforzamento delle barriere competitive, l’utilizzo delle tecnologie digitali anche in ottica predittiva rispetto alla tipologia e alla localizzazione della domanda, lo sviluppo di prodotti e processi sempre più sostenibili.
Nel segmento High Value (pneumatici Car ≥ 18 pollici) Pirelli prevede di sovraperformare il mercato di circa 3 punti percentuali, con un tasso di crescita medio annuo dei volumi pari a circa il 9% (circa 6% la crescita stimata del mercato).
Nello Standard (pneumatici car ≤17 pollici) Pirelli proseguirà la riduzione, ma cogliendo le opportunità legate ai 17 pollici e potendo contare su fonti produttive low cost (Russia e Latam).
L’ulteriore riduzione dell’esposizione nel segmento è prevista con un calo medio annuo in termini di volumi del 4,2% nel 2019-2022 (-0,3% il calo medio annuo previsto per il mercato). Nello standard tali azioni, unite a una produzione focalizzata nelle region a minore costo produttivo, consentiranno di incrementare il price/mix e la redditività, stimata a fine piano Double Digit.
I TRE PROGRAMMI PER REALIZZARE IL PIANO
Il Piano Industriale 2020-2022 sarà realizzato attraverso tre principali programmi: competitività costi, lanciato nel quarto trimestre 2019; sviluppo commerciale, rivolto sia al Primo Equipaggiamento sia al canale Ricambi; innovazione tecnologica, per introdurre nuovi processi e lanciare nuovi prodotti e prevede una maggiore generazione di cassa rispetto al precedente piano anche grazie a investimenti più contenuti a fronte di capacità e tecnologie già adeguate nelle fabbriche.
Programma Competitività Costi
Già avviato nel quarto trimestre 2019, il programma di Competitività Costi prevede efficienze lorde pari a circa 510 milioni di euro (pari a circa l’11,5% del totale della base costi) nel periodo 2020-2022, con un impatto al netto dell’inflazione pari a circa 290 milioni (circa il 6,5% del totale base costi). A una prima fase – prevista nel 2020 per un importo complessivo pari a circa 180 milioni lordi (110 milioni netti) – seguirà una seconda fase nel 2021-2022 per 330 milioni di euro lordi (circa 180 milioni di euro netti).
Programma Sviluppo Commerciale
Il programma di Sviluppo Commerciale è strutturato in 5 punti chiave, di cui 3 per crescere nel mercato High Value e 2 per continuare il riposizionamento nello Standard. L’insieme di questi programmi si tradurrà in una crescita netta complessiva dei volumi tra il 2019 e il 2022 pari a circa 5 milioni di pezzi, con un crescente contributo da parte del segmento High Value (+9 milioni di pezzi nell’High Value, -4 milioni nello Standard).
Programma Innovazione Tecnologica
Il programma di Innovazione Tecnologica prevede un’accelerazione nell’innovazione di prodotto, competitività dei costi e focus sulla mobilità sostenibile. Accelerazione innovazione di prodotto: nel prossimo triennio Pirelli prevede di lanciare 20 nuove linee di pneumatici (5 nel primo Equipaggiamento e 15 nel canale Ricambi), con una crescita del 40% circa rispetto al 2017-2019. I nuovi prodotti rafforzeranno la leadership sul Primo Equipaggiamento, dove Pirelli ha un numero quasi doppio di omologazioni rispetto al miglior competitor, puntando anche a un mix più elevato (19 pollici). Nel Ricambio verrà ampliata la gamma di prodotti che soddisfano esigenze specifiche anche su base regionale (es: focus su ‘mileage’ negli Usa, ‘comfort’ in Apac e caratteristiche ‘green’ in Europa) ed è previsto lo sviluppo di nuove Specialities con tecnologia PNCS, Seal Inside e Run Flat, e linee sviluppate per le vetture elettriche.
RISULTATI PRELIMINARI AL 31 DICEMBRE 2019
I dati economici, patrimoniali e finanziari al 31 dicembre 2019 (preliminari e non auditati) sono stati formulati applicando il nuovo principio contabile IFRS 16 – Leases, che stabilisce una nuova modalità di contabilizzazione dei contratti di locazione, con effetti significativi in particolare sulla rappresentazione della posizione finanziaria netta e dell’EBITDA del Gruppo. Si segnala che i dati comparativi del 2018 non sono stati oggetto di restatement.
Il settore tyre nel 2019 è stato caratterizzato dalla debolezza della domanda (-1,4% rispetto al 2018), in particolare nel canale Primo Equipaggiamento (-5,9% il mercato) in linea con il calo della produzione auto globale. Al fine di garantire un adeguato livello di saturazione delle fabbriche e contenere le scorte, molti operatori del settore hanno indirizzato la produzione, originariamente prevista per il canale Primo Equipaggiamento, al mercato Ricambi, con conseguente impatto sui prezzi. Tali riduzioni hanno interessato principalmente il segmento Standard e i prodotti High Value a minore contenuto tecnologico.
In tale contesto, Pirelli ha proseguito la strategia di focalizzazione sull’High Value, segmento più resiliente (+5,9% la crescita del mercato Car ≥18’’) e meno esposto alla pressione competitiva, consolidando la sua leadership e rafforzando la presenza sui prodotti caratterizzati da un elevato contenuto tecnologico. Sul segmento Standard, dove la domanda rimane debole (-2,7% il mercato nel 2019) Pirelli ha proseguito con la riduzione dell’esposizione sui prodotti meno profittevoli, riducendo allo stesso tempo il livello delle scorte (-23% in termini di volumi le scorte Car Standard), incrementatosi a fine 2018 a causa della crisi dell’economia brasiliana. La società ha chiuso il 2019 con un’incidenza delle scorte sui ricavi pari al 20,5%, rispetto al 21,7% di fine 2018.
Complessivamente, Pirelli ha chiuso il 2019 con risultati preliminari in linea con le attese: ad esempio, con ricavi pari a 5,323,1 milioni di euro (≥5,3 miliardi il target), in crescita del +2,5% rispetto al 2018 (+2,2% la variazione organica), grazie all’ulteriore rafforzamento nel segmento High Value, che rappresenta il 66,5% dei ricavi consolidati (+2,8 punti percentuali rispetto al 63,7% del 2018); per quanto concerne la profittabilità (Ebit margin adjusted), è stata registrata al 17,2%, in linea con il target (>17%÷17,5%). L’Ebit Adjusted è stato pari a 917,3 milioni di euro. Il contributo delle leve interne (price/mix, efficienze e azioni di contenimento dei costi) ha limitato l’impatto negativo derivante dal deterioramento dello scenario esterno (aumento del costo dei fattori produttivi, debolezza della domanda e pressione sui prezzi). Da notare una solida generazione di cassa, con un flusso di cassa netto ante dividendi e impatto IFRS16 pari a 332,9 milioni di euro, in linea con il target di 330-350 milioni di euro, grazie a un’efficace gestione degli investimenti e del capitale circolante. Nel quarto trimestre il flusso di cassa netto ante dividendi e IFRS16 è stato pari a 978,2 milioni di euro, in miglioramento di 120 milioni di euro rispetto agli 858,2 milioni del quarto trimestre 2018.
Infine, un rapporto fra posizione finanziaria netta ed Ebitda ante costi di start up in linea con il target. Nel 2019 la Posizione Finanziaria Netta è stata pari a 3.024,1 milioni di euro (3.507,2 includendo 483,1 milioni derivanti dal principio contabile IFRS 16) rispetto a 3.180,1 milioni al 31 dicembre 2018. Rapporto fra posizione finanziaria netta ed Ebitda Adjusted ante costi di start up pari a 2,42x, 2,59x includendo l’impatto del principio contabile IFRS16 (2,42x/2,36x il target 2019, 2,59x-2,53x includendo l’impatto dell’adozione del nuovo principio contabile IFRS16)
















