Picheto Fratin parla di pirateria
Il viceministro allo Sviluppo Economico Gilberto PIchetto Fratin
Pirateria, prodotti illegali e contraffazione. Il vecchio adagio che dice che “in internet si può trovare di tutto”, mai come oggi è d’attualità, anche se dal 2016 a oggi secondo i dati dell’osservatorio UIPO sulla pirateria dicono che aumentano coloro che non hanno mai usato streaming illegali né acquistato prodotti contraffatti in internet. Si passa dal 39% al 50%, complici senza dubbio le grandi piattaforme i cui prezzi accessibili. Eppure la pirateria resiste, soprattutto tra i giovani.

Lo streaming regge tra i giovani

Il 33% dei ragazzi intervistati da Euipo, su un totale di oltre 22mila, negli ultimi 12 mesi ha ammesso di avere scaricato contenuti illegali. Di questi il 21% in modo intenzionale e il 12 in modo non intenzionale, mentre il 52% ha comprato prodotti contraffatti. Il 37% degli intervistati l’ha fatto volontariamente Nella classifica dei tipi di prodotto consumati in streaming ci sono prima i film poi le serie e la musica. In molti ammettono di avere trovato prodotti di bassa qualità. Il tema della contraffazione rimane all’ordine del giorno
Anche per questo è stato al centro del Faro di Indicam oggi a Milano, nel quale si è spiegato come le nuove tecnologie possano aprire opportunità per le imprese titolari di diritti di proprietà intellettuale.

Italia prima in Europa per prodotti contraffatti

Il settore della contraffazione in Italia vale ormai 8.7 miliardi ma le nuove tecnologie possono dare un contributo nella lotta al mercato del falso. Indicam che nell’annuale Assemblea punta lo sguardo sulle nuove tecnologie, tra sistemi blockchain e metaverso, per analizzare le sfide e le opportunità per le imprese titolari di diritti di proprietà intellettuale.
L’associazione italiana per la tutela della proprietà intellettuale – che raggruppa oltre 160 associati le cui attività incidono per il 2,7% sul Pil nazionale – accende dunque un faro nel corso della 35esima edizione del Forum, oggi a Milano, su come i temi dell’innovazione, della protezione degli asset delle imprese e del contrasto ai mercati illeciti possano cambiare il modo di affrontare la lotta alla contraffazione.

Combattiamo la pirateria con i prodotti on line

Al centro del dibattito dell’edizione 2022, i cambiamenti e le innovazioni del mondo digitale e il loro impatto sul business e sulla proprietà intellettuale. «Siamo tutti testimoni delle continue trasformazioni che stanno plasmando l’ambiente virtuale, garantendo nuove opportunità di crescita e sviluppo, ma allo stesso tempo allargando il campo anche ai mercati illegali, tra cui quello della contraffazione e della pirateria, con mezzi sempre più sofisticati» afferma Mario Peserico, presidente di Indicam che ha aperto i lavori in Piazza della Repubblica. Perserico sottolinea che «in Italia, che rimane sul podio delle economie europee più colpite dal business del falso, l’import di beni contraffatti e piratati è di circa 8.7 miliardi di euro, il 2.1% del totale delle importazioni. E se guardiamo ai settori, nessuno è veramente risparmiato, perché le categorie merceologiche interessate dal fenomeno della contraffazione sono trasversali e i danni ai consumatori, al sistema Paese e all’ambiente sono elementi che devono essere seriamente tenuti in considerazione quando si parla di contrasto».
Il contrasto alla pirateria passa anche attraverso la presa in esame del ruolo del digitale nell’accesso a prodotti illeciti. Su questo aspetto Indicam ricorda che, riprendendo le parole della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e del nostro presidente del Consiglio, Mario Draghi, non devono esserci spazio a dubbi: “quello che è illecito offline deve essere ritenuto parimenti illecito online”.

Il governo al fianco degli imprenditori

«Grazie ad Indicam per questo Forum il cui scopo è non solo apprezzabile, ma sempre più importante per portare avanti il ruolo dell’associazione quale connettore di informazione sulla proprietà intellettuale» afferma il vice ministro Gilberto Pichetto Fratin, nel videomessaggio rilasciato in occasione del Forum.
«Il Covid-19 – continua – ha sviluppato fortemente l’utilizzo di piattaforme di e-commerce, dove gran parte del commercio del falso si sviluppa. Questo diventa un settore, grazie al suo carattere transnazionale, da attenzionare e tenere sotto controllo, affiancando sempre una educazione del cittadino che molto spesso afferma di essere consapevole nell’acquisto del falso»  evidenzia ancora.