Torna il sereno, almeno per qualche ora, sui listini europei. La convinzione di partenza è che, tra cure innovative (clorochina, antivirali, antiparassitari) e condizioni climatiche, il Coronavirus potrà essere contenuto durante i mesi estivi prima di essere debellato con il varo dell’antibiotico. Nel frattempo, i governi europei si stanno muovendo e mettendo mano al portafoglio. L’ha fatto la Germania, sembra lo voglia fare anche l’Italia, seppur con il grave vulnus relativo alle garanzie bancarie e al merito di credito.
Per questo motivo, nonostante il Giappone abbia dichiarato lo stato d’emergenza, il Nikkei ha chiuso brillantemente a +4,2%. Lo hanno seguito in questa corsa rialzista che, fortunatamente, nulla ha a che vedere con la dinamica del “gatto morto”, tutti i listini europei. Milano chiude a +4%, Francoforte a +5,4, Parigi a +4,6, Madrid a +3,8 e Londra a +3,1%. La Gran Bretagna, dopo il discorso della Regina – quarta volta che succede in oltre 60 anni di regno – ha dovuto fare i conti con il ricovero del premier Boris Johnson. Il timore è che le sue condizioni possano aggravarsi e che, di conseguenza, si scateni un’ondata di panico finora tenuta sotto controllo in pieno stile “british”.
Infine, per quanto concerne lo spread, il differenziale tra bund e btp è lievemente sceso, attestandosi a 190 punti base. Nei prossimi giorni, con la riunione dei Paesi produttori di petrolio e, soprattutto, con il vertice dell’Eurogruppo, si capirà meglio che settimane attendono i mercati.
















