
Per far fronte alla crisi, Banca Ifis offre ai debitori ceduti dilazioni di pagamento di ulteriori 60 giorni oltre i termini
Lavorare bene sul fronte interno per essere reattivi su quello esterno. Ovvero il ruolo attivo nel sostenere le Pmi, che Banca Ifis ha confermato una volta di più nel piano industriale presentato a gennaio, che prevede nuovi investimenti in risorse umane e IT e il rafforzamento della presenza nei territori a forte incidenza di Pmi virtuose. Ovvero Nordest, Lombardia ed Emilia Romagna. «Abbiamo subito aderito alle iniziative di sistema contenute nel decreto “Cura Italia” e nell’Accordo sul credito Abi», prosegue l’a.d. Luciano Colombini, «anche se Banca Ifis prima d’ora non aveva mai aderito ad alcun accordo Abi con oggetto “moratoria”. Non solo: abbiamo ritenuto utile adottare misure analoghe anche per i clienti che non presentano i requisiti previsti dall’accordo». Qualche esempio? «Dato che siamo specializzati in alcuni settori, come il factoring, abbiamo deciso, per i debitori ceduti, di allungare le dilazioni di pagamento di ulteriori 60 giorni oltre i termini contrattuali. Ci sono filiere che stanno reggendo, come quella alimentare, ma altre, come turismo e trasporti, sono molto colpite. Peraltro, non ci sono solo le Pmi in difficoltà: anche imprese importanti e sane hanno bloccato il lavoro. Per le aziende di dimensioni diverse da quelle interessate dall’accordo abbiamo deciso di spostare in coda al piano le rate di ammortamento, specie per i settori più colpiti, come quello delle costruzioni. Iniziamo a spostare le rate, poi nei prossimi mesi andremo a decidere con l’azienda come fare per il ripianamento». Insieme alle banche, in prima linea anche le farmacie: «Abbiamo impostato linee di credito per le farmacie in crisi di liquidità per gli effetti del coronavirus. Si tratta di linee completamente “in bianco”, senza garanzie da parte di terzi. Il fido potrà essere rimborsato fino a 18 mesi». Nel momento in cui andiamo in stampo Banca Ifis ha risposto con entusiasmo alla chiamata di Veneto Sviluppo, la finanziaria della Regione Veneto, nel supporto finanziario alle piccole e medie imprese del aterritorio. Dalla teoria alla pratica ci vogliono solo 24 ore. «Qualche giorno di più per il factoring e le operazioni più complesse, ma siamo perfettamente in grado di sostenere l’istruttoria attraverso al modalità del dialogo online», specifica l’amministratore delegato di Banca Ifis. «Stiamo valutando ulteriori e specifici interventi su clienti in stato di difficoltà. Ciò che monitoriamo in questo momento è una triplicazione dei contatti di richieste di finanziamenti per la liquidità: le richieste arrivano tutte dal web e prevalentemente da Facebook».
Banca Ifis, come tutti gli istituti bancari coinvolti nell’emergenza da coronavirus, dovrà rinunciare a qualunque spesa di istruttoria e di allestimento della pratica per tutti i finanziamenti che non andranno a buon fine. «È il nostro contributo alla crisi», dice Colombini. «In compenso la Banca d’Italia ci consente di non evidenziare i rapporti in Centrale rischi. Non dobbiamo fare accantonamenti e quindi non siamo penalizzati».
All’inizio della pandemia le richieste di finanziamenti per la liquidità sono triplicate e sono arrivate tutte dal web
Certo, anche per un’istituto sano come Banca Ifis, che ha chiuso il 2019 con un utile netto d’esercizio di Gruppo a quota 123,1 milioni di euro, confermando il suo posizionamento degli ultimi dieci anni al quarto posto tra le banche italiane quotate in termini di utile generato senza fare ricorso ad aumenti di capitale, il rischio di erogare credito non garantito al 100% dallo Stato è più alto: «È chiaro che anche la banca è un’impresa», conferma Colombini. «Il rischio di credito è molto probabile che aumenterà perché è possibile che i nostri clienti avranno delle difficoltà. D’altra parte è il nostro lavoro aiutare chi ha una difficoltà finanziaria e deve scavallare questo momento di chiusura o di rallentamento. Ma deve avere la possibilità di proseguire nella sua attività. Stiamo facendo la nostra parte e ci stiamo anche interrogando su ulteriori nuove idee». Tra le misure di sostegno finanziario per le imprese che la banca sta mettendo in campo ci sono anche dei finanziamenti agevolati a tutte le imprese clienti che hanno convertito o vogliono riconvertire parte delle loro linee produttive a sostegno dell’emergenza sanitaria: produzione mascherine, gel igienizzanti, materiale tecnico per la protezione civile, componentistica di macchinari per l’ossigenazione dei pazienti, trattamento del plasma e degli emoderivati. Persino produzione di ambulanze. A questi clienti, la Banca avvierà delle linee di credito dedicate a questi specifici contratti a condizioni di particolare favore. «Cerchiamo di fare la nostra parte, consapevoli che qualcosa sul campo lasceremo. Ma l’interesse del Paese è anche il nostro: se l’economia implode non avremo più clienti con cui lavorare».
















