Da un grande psichiatra, scrittore e scienziato come Vittorino Andreoli arriva un nuovo costrutto scientifico che si esprime nel neologismo “Bendessere”. Non si tratta solo di aggiungere alla parola Benessere una D, ma di constatare la nascita di una disciplina che trova un’innovativa applicazione anche nelle imprese per migliorare il profitto, le relazioni ed il clima aziendale. Il concetto di Bendessere è ben espresso nel volume “Essere e Destino”, quarto capitolo del progetto culturale ed editoriale “Bendessere™” creato dal professor Andreoli.
Professore, ma che significa Bendessere?
La parola Benessere è molto usata ed è composta da due parole: Essere e Bene. Però il termine, il neologismo che abbiamo creato è Bendessere, che viene sottolineato in rosso dal correttore, perché nel vocabolario italiano non esiste. Il Bendessere è una disciplina scientifica che cerca di promuovere il bene d’essere e quindi insegna a vivere meglio.
Il Bendessere è una disciplina che cerca di promuovere il bene d’essere e quindi insegna alle persone come vivere meglio ogni giorno
Obiettivo ambizioso! E come si fa?
Il Bendessere si occupa dell’uomo tutto intero, a differenza della medicina che interviene sugli organi e si focalizza sui sintomi. Se noi guardiamo all’uomo nella sua interezza, possiamo vedere che è formato da tre parti fondamentali cioè dal corpo, dalla personalità – che possiamo chiamare psiche o mente – e poi dalle relazioni sociali. La circolarità tra mente, corpo e relazioni sociali, come tre dimensioni fondamentali ad ogni età della vita umana, è il topos culturale alla base del concetto di Bendessere. Infatti – e qui viene l’aspetto più importante – queste tre parti sono in relazione circolare, cioè se noi agiamo migliorando l’attività mentale questo avrà inevitabilmente un riflesso positivo sul corpo e viceversa. Credo che la storia dell’uomo ruoti intorno al destino ed alla possibilità di ribellarsi ad esso, di dire no ad un tracciato che appare segnato in modo indelebile. Il Bendessere lancia una sfida alla sofferenza cronica. Occupandosi della promozione del bene, la disciplina del Bendessere fornisce gli strumenti per affrontare il dolore in tutte quelle condizioni che non sono oggetto di terapia.
Come si declina il concetto di Bendessere a misura di azienda?
Io direi innanzitutto che l’impresa è un’orchestra. L’azienda è una delle istituzioni più creative e feconde, nel senso autentico, del termine, perché deve mostrarsi all’interno della società e quindi mettersi alla prova ogni giorno per dimostrare di essere adeguata. Non è più attuale ma vetusta l’immagine dell’impresa a piramide con il capo da cui discende ogni decisione ed ogni processo, oggi è necessario che l’azienda divenga un insieme di relazioni dove ciascuno ha un suono, ognuno rappresenta uno strumento: c’è chi suona il violino, chi le percussioni, e proprio quelle percussioni sono fondamentali, in quanto caratterizzano l’orchestra e l’armonia. C’è bisogno anche che uno strumento – che quindi vuol dire un uomo oppure una posizione aziendale – sia in armonia con tutte le altre, altrimenti l’organizzazione e l’impresa non funzionano. Io ritengo che il Benedessere trovi nell’azienda una delle applicazioni ed anche una delle dimostrazioni più importanti a patto di passare dalla Piramide all’Orchestra, dove – intendiamoci – il direttore c’è, però ha equamente bisogno di tutti quei maestri di musica che occupano tutti i livelli e che vanno dal portiere dell’azienda fino all’amministratore delegato.
Ed il leader, professore, come usa il Bendessere e come lo interpreta per svolgere le funzioni di comando in modo che migliorino il clima aziendale e producano profitto?
Innanzitutto il leader deve avere il senso del servizio, anche quando si ha il potere di prendere decisioni bisogna non essere narcisisti, e bisogna sapersi mettere a disposizione dell’altro questa è la prima regola di una leadership secondo Bendessere. La seconda, e non meno rilevante, è il coraggio. Un vero leader bisogna che sfidi e impari a vincere la paura. E in terzo luogo deve sempre guardare al futuro, perché la paura è inevitabilmente qualcosa che blocca. Non è possibile che chi è a capo di un’azienda ne abbia, perché l’impresa è una realtà che deve creare, deve costruire e riprogettare perché deve uscirne ogni giorno una sinfonia nuova che sia produttiva.
L’azienda è una delle istituzioni più creative e feconde, perché deve mostrarsi in società e mettersi alla prova ogni giorno
Il neologismo Bendessere è un parto della collaborazione di eccellenza tra il professor Andreoli e la Solgar Italia Multinutrient Spa, azienda leader nel campo dell’integrazione nutrizionale. Dottoressa Anna Giuliani, lei che è presidente e amministratore Delegato di Solgar Italia, ci dica allora come l’applicazione del concetto di Bendessere abbia cambiato il clima nella vostra azienda.
Se l’oggetto di studio del Bendessere è l’Io nella sua interezza, in connessione armonica tra le tre dimensioni che caratterizzano l’esistenza, e cioè corpo, mente e relazioni sociali, l’oggetto del Bendessere declinato in Azienda è la persona al centro. Il punto di riferimento è l’essere bene (essere espressione del bene) anche in contesti aziendali. E’ importante far sentire la vicinanza dell’Azienda alle Persone e impiegarsi per il loro benessere fisico e psicologico attraverso le attenzioni che implementano tranquillità, motivazione e gratificazione. Flessibilità degli orari in entrata e uscita, piccoli interventi periodici sulle postazioni di lavoro possono rivelarsi un ottimo investimento, evitando alle persone stress organizzativi, muscolo-scheletrici, visivi, digestivi, respiratori. Ripensare il lay-out degli uffici e organizzare meglio gli spazi di lavoro consente alle persone di lavorare meglio e avere buone relazioni interpersonali sul luogo di lavoro, con conseguenti benefici aziendali. Il professor Vittorino Andreoli ha messo in relazione il concetto di Bendessere a corpo, mente e relazioni sociali, evidenziando come la nutraceutica e l’integrazione nutrizionale possano riflettersi sulla percezione emotiva, fino alle relazioni interpersonali. Ancora una volta si torna all’essere, all’uomo nella sua completezza, per comprendere come l’azione di alcune sostanze possa influire sulla mente poiché, se funziona meglio il corpo, anche il giovamento psichico è correlato.
E la nutraceutica (cioè lo studio e la realizzazione di prodotti alimentari che coniughino al gusto anche proprietà benefiche per l’organismo) contribuisce al Bendessere?
Come Azienda diamo ai nostri collaboratori la possibilità di acquistare i nostri integratori con modalità agevolate. Ed è noto che, quando le persone stanno bene, lavorano meglio e con maggiore soddisfazione. La figura di una psicologa all’interno dell’Azienda riveste un ruolo prezioso, incoraggiando l’individuazione di nuove modalità di convivenza tra e all’interno dei gruppi di lavoro e integrando le differenze culturali e individuali in un’ottica di crescita del Bendessere. Ed è dimostrato in letteratura come un buon clima aziendale contribuisca alla creazione di valore fino a costituire per l’Azienda un vantaggio competitivo.
















