Cinque Stelle, fine della corsa insieme a tutti i demagoghi
Le ferie sono un miraggio per Giuseppe Conte: l'Europa chiama e la maggioranza litiga

Se in questo periodo dell’anno la maggior parte degli italiani pensa a come prendersi una settimana di vacanza, tra mascherine, distanziamenti e movida proibita, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vivrà invece una delle sue settimane più complesse e cruciali, tra tour europei, Recovery Fund e grane interne, Autostrade in primis. 

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Conte e Frau Merkel

Si comincia oggi, dall’incontro con la presidente di turno dell’Unione Europea Angela Merkel, che attende Conte a Berlino, al Castello di Meseberg. Negli ultimi giorni, il premier ha trovato una sponda inattesa in Frau Merkel, che ha espresso la volontà di fare tutto il possibile per, parole sue, «rafforzare l’Europa». Non che si sia rinsavita di colpo, addolcendo la linea dei Paesi cosiddetti “frugali” (ma meglio sarebbe chiamarli avari): semplicemente, da statista qual è, ha capito che l’economia tedesca, prima ancora che quella europea, non può permettersi di perdere l’Italia in un pericoloso braccio di ferro sui denari del Recovery Fund. Conte spera proprio questo: che la Merkel possa ammorbidire le posizioni dei falchi europei, a partire da Kurz a Rutte.

Autostrade bollenti 

Martedì 14 sarà invece il giorno per pelare la gatta Autostrade. Conte è atteso infatti da un Consiglio dei ministri nel quale si dovrebbe decidere se revocare la concessione ad Aspi, sempre che il governo non scelga ancora una volta di far slittare la cosa, prendendo ulteriore tempo. Sul tavolo di Conte e del ministero dei Trasporti c’è la proposta di Aspi: più liquidità per gli investimenti (sul piatto, Autostrade mette 13,2 miliardi) e per la manutenzione della rete (7 miliardi), insieme a un taglio delle tariffe e alla possibilità di far entrare nuovi soci nel capitale. Senza dimenticare i 3,4 miliardi di risarcimenti per le conseguenze del crollo del ponte Morandi. Per il Pd e Italia Viva, la proposta di Aspi è una base di partenza su cui ragionare, mentre i Cinque Stelle continuano a considerare solo lo scenario della revoca e dell’estromissione dei Benetton dalla società. Auguri a Conte.
 
Il quale, sempre martedì, dovrebbe mettere la propria firma in calce al Dpcm che prolungherà al 31 luglio le disposizioni anti-Covid previste dal Dpcm del’11 giugno scorso, tra le quali il distanziamento obbligatorio e l’uso delle mascherine sui mezzi pubblici e nei locali chiusi. Un decreto che sarà illustrato dal ministro della Salute Speranza in Senato e che ha già scatenato i malumori dell’opposizione. 

Mine vaganti in Parlamento 

Mercoledì 15 ancora battaglie interne per Conte: la Camera e il Senato voteranno infatti l’informativa del premier in vista del Consiglio europeo, che deve essere aggiustata in modo che i riferimenti al Mes, citati nella bozza ancora in fase di definizione, siano i più vaghi e i meno impegnativi possibili per non far saltare la mosca al naso ai Cinque Stelle. Conte, che chiederà al Parlamento un mandato netto per il consiglio europeo di Bruxelles del 17 e 18 luglio, dovrà guardarsi dalla mina vagante di Emma Bonino, che presenterà una propria risoluzione a favore del fondo Salva stati. 

La battaglia di Bruxelles 

Dulcis in fundo alla settimana (si fa per dire…), proprio l’appuntamento di Conte a Bruxelles (dove giovedì 16 incontrerà Macron), con in consiglio europeo che avrà in agenda il Recovery Fund e il Bilancio Ue 2021-2027; il primo meeting fisico dei 27 leader europei dallo scoppio dell’emergenza Covid, dopo mesi di videoconferenze. Detto che l’obbligo del distanziamento dovrebbe evitare che si venga alle mani, Conte dovrà gestire il fronte del Paesi avari che, in vista del vertice, hanno cominciato a richiedere ritocchi al ribasso al Bilancio e al Fondo di rilancio, invitando i Paesi beneficiari – a partire dalla pigra e sprecona Italia – a darsi da fare per avviare vere riforme strutturali.
 
L’obiettivo del premier è quello di incassare un accordo su un Recovery fund da 750 miliardi, di cui 172, tra risorse a fondo perduto e prestiti, spetterebbero al nostro Paese. Solo dopo avercela fatta, ripete da tempo, farà le proprie valutazioni sul tanto contestato Mes. Per quanto calda e piena, però, questa settimana potrebbe finire con un nulla di fatto sul Recovery Fund, visto che si parla di un possibile ulteriore appuntamento a fine luglio per chiudere l’accordo.
In ogni caso, le ferie per Conte sono ancora lontanissime…