Antonio Patuelli, presidente dell'Abi

Nel dibattito sempre più acceso sul destino delle criptovalute, il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, torna a evocare un paragone forte: quello con le storiche catene di Sant’Antonio. Con parole nette, durante il convegno “Il Futuro è una Scelta Previdente”, organizzato insieme alla FEduF, il numero uno dell’Abi ha messo in guardia dalle derive speculative che possono celarsi dietro asset tanto innovativi quanto difficili da decifrare. «Non bisogna confondere la tecnologia con la solidità — ha avvertito — perché esistono nuove, sofisticate catene di Sant’Antonio che promettono guadagni impossibili e lasciano in mano solo illusioni». Un messaggio che, nel mondo finanziario in costante accelerazione, punta a frenare entusiasmi eccessivi e a richiamare l’attenzione sui fondamentali.

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La giornata di domani aggiungerà un tassello importante al confronto fra istituzioni europee e sistema bancario italiano. L’esecutivo dell’Abi ospiterà infatti, per la prima volta, Bruna Szego, la nuova presidente dell’Autorità europea antiriciclaggio (Amla). Un nome ben noto agli addetti ai lavori: italiana di origine, ex responsabile dell’Unità di Supervisione e Normativa Antiriciclaggio della Banca d’Italia, Szego è stata scelta dal Parlamento europeo a fine 2024 e nominata ufficialmente dal Consiglio lo scorso gennaio. L’Italia, negli anni passati, aveva tentato di ottenere la sede dell’Authority, poi assegnata a Francoforte, ma la presenza della nuova presidente all’Abi rappresenta comunque un passaggio significativo in un momento cruciale per la regolamentazione europea.

Al convegno torinese, Patuelli ha dedicato ampio spazio anche a un tema che sta entrando sempre più nel radar delle imprese e dei giovani lavoratori: la previdenza integrativa. L’allarme, in questo caso, riguarda la sostenibilità dei trattamenti futuri per le nuove generazioni, spesso precarie e con contributi discontinui. «Occorre pensare alla pensione con 30 o 40 anni di anticipo — ha ricordato — costruendo percorsi assicurativi e di previdenza complementare che non possono essere improvvisati». L’invito, rivolto soprattutto ai ragazzi presenti, è stato chiaro: nessuna promessa scintillante potrà sostituire una pianificazione finanziaria solida e una cultura del risparmio coltivata nel tempo.

E proprio sulla cultura economico-finanziaria, Patuelli ha insistito con forza. L’educazione al denaro, ha sottolineato, è parte integrante del bagaglio civile di ogni cittadino e non può essere delegata esclusivamente alla scuola. «Serve una passione personale per la consapevolezza finanziaria — ha spiegato — perché quando qualcuno prospetta vantaggi fuori scala, il rischio aumenta in modo esponenziale». È un tema che riguarda non solo gli investimenti tradizionali o la previdenza, ma anche l’universo digitale in continua mutazione.

Il presidente dell’Abi ha poi lanciato un monito sul ruolo dell’intelligenza artificiale, sempre più pervasiva e, talvolta, capace di alimentare una sorta di “pigrizia cognitiva”. Secondo Patuelli, la tecnologia va affrontata con spirito critico, metodo e preparazione, qualità che il nuovo Papa Leone ha ribadito nei primi giorni del suo pontificato. L’IA rappresenta «una straordinaria opportunità, una nuova linfa per molti settori», ma, come ogni rivoluzione, richiede consapevolezza. Non solo per sfruttarne al meglio il potenziale, ma anche per evitarne i rischi.

La sfida, insomma, è duplice: educarsi al pensiero critico e mantenere lucidità di fronte a promesse digitali che, dietro la patina della tecnologia, possono nascondere vecchi inganni. In gioco non c’è soltanto la tutela dei risparmiatori, ma la capacità dell’intero sistema economico di affrontare un futuro sempre più complesso con strumenti adeguati e una visione di lungo periodo.