Il colosso petrolifero Saudi Aramco si sta facendo strada nella seconda economia mondiale, la Cina. Infatti Aramco, che ha in tasca un profitto di 161 miliardi di dollari maturato l’anno scorso, sembra che abbia deciso di puntare su una rilevante acquisizione cinese. Il titano del petrolio ha siglato nel fine settimana un accordo che lo vedrà co-investire in un nuovo impianto di raffinazione e petrolchimico da 12 miliardi di dollari nella provincia di Liaoning. Il giorno dopo, Aramco ha aumentato il suo investimento multimiliardario nel Paese, sborsando 3,6 miliardi di dollari per una partecipazione del 10% in una delle maggiori aziende cinesi di raffinazione del petrolio. Una spesa del genere potrebbe sembrare eccessiva, ma si tratta di mosse piuttosto oculate: consentono ad Aramco di entrare ulteriormente nel settore della raffinazione cinese, rafforzando al contempo le vendite di greggio al Paese. Infatti, questi due recenti accordi vedranno l’azienda spedire quasi 700.000 barili di petrolio al giorno ad alcune delle raffinerie in cui sta investendo.
Le ambizioni di Aramco sono un chiaro segno che l’azienda ha fiducia nella crescita della domanda energetica cinese nei prossimi anni. Ma le mosse del colosso petrolifero sono anche una sorta di contrattacco. Le sanzioni occidentali hanno spinto la Russia a offrire il suo viscido elisir altrove a prezzi scontati, e proprio il mese scorso la Russia ha conquistato il primo posto come principale fornitore della Cina. Questo ha messo in allarme l’Arabia Saudita, di solito il principale produttore di petrolio della Cina, suggerendo che questa rivalità potrebbe iniziare a scaldarsi.
Il rimbalzo della Cina è stato finora piuttosto attenuato, con dati che mostrano che i profitti dei gruppi industriali sono crollati del 23% nei primi due mesi dell’anno. Il secondo gruppo navale al mondo, Maersk, ritiene che la debolezza sia dovuta al fatto che i consumatori sono ancora “storditi” dalle interruzioni dovute alla pandemia. Quando si riprenderanno, anche l’economia dovrebbe tornare a ruggire.
















