Si stima che ci siano circa 4 milioni di padri separati o divorziati in Italia. Di questi, secondo alcune fonti, circa 800.000 vivrebbero sulla soglia della povertà. Ebbene: una petizione lanciata da Change.org punta a cambiare le regole che determinano in molti casi questa povertà. E se hanno la casa di proprietà, magari gravata da un mutuo, la perdono perché viene assegnata all’altro genitore. Il che è forse anche giusto, ma ha conseguenze pesanti: molti padri sono costretti a cercarsi un nuovo alloggio, perdendo ogni diritto sul loro immobile. La petizione chiede al Parlamento di rivedere la normativa, affinché la casa resti al legittimo proprietario e al genitore affidatario venga garantito un contributo economico per la nuova abitazione.  Firma questo appello: separarsi non può significare perdere figli, diritti e dignità.

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Chi ha pagato mutuo, ristrutturazioni e tasse si ritrova senza casa, senza agevolazioni e spesso con un affitto da sostenere, mentre la propria abitazione resta occupata dall’altro coniuge, a volte per decenni.

La petizione chiede l’Abrogazione parziale dell’art. 337-sexies del Codice Civile nella parte che permette l’assegnazione della casa familiare al genitore non proprietario “in considerazione dell’interesse dei figli”.

La casa – si sostiene nella petizione – deve invece restare al proprietario. Se i figli convivono con l’altro genitore, si potrà prevedere un contributo economico pubblico o privato per l’alloggio, non la sottrazione dell’immobile. La petizione chiede anche la modifica dell’art. 6, comma 6, della Legge 1 dicembre 1970 n. 898 (Legge sul divorzio) per allineare la norma ai principi costituzionali di uguaglianza, proprietà e proporzionalità tra genitori con l’introduzione di una nuova tutela per i proprietari separati: il genitore proprietario di un immobile assegnato all’altro coniuge deve poter acquistare un’altra casa con le agevolazioni “prima casa”, fino a quando non può abitare la propria per effetto di assegnazione giudiziale, e l’immobile resta nella disponibilità esclusiva dell’altro genitore collocatario dei figli. In questo modo si eliminerebbe una discriminazione fiscale evidente, che oggi penalizza chi, pur proprietario, non ha più un tetto sotto cui vivere. Nel 74% dei casi delle separazioni con figli, la casa familiare viene assegnata al genitore non proprietario; e nel 68% dei casi il proprietario è il padre. Un padre separato impiega in media 8 anni per riottenere la disponibilità del proprio immobile.