La Silicon Valley si ritrova di fronte a un bivio. OpenAI, società fondata da Sam Altman e artefice del fenomeno ChatGPT, affronta pressioni senza precedenti da Gemini 3 di Google e dai cosiddetti modelli “leggeri” cinesi. Nonostante conti ancora 800 milioni di utenti settimanali, l’azienda accelera verso la sostenibilità economica mentre gli investimenti massicci pesano sul bilancio.
Secondo Ross Hendricks, analista di Porter & Co, “finiranno come MySpace” – come scrive Massimo Gaggi su Il Corriere della sera – sottolineando il rischio per OpenAI di non riuscire a trasformare innovazioni spettacolari in un modello di business redditizio. Hendricks paragona la società alla prima grande rete sociale dell’era di Internet, travolta da Facebook quando non seppe monetizzare le proprie idee.
Il codice rosso di OpenAI
Sam Altman ha annunciato lo “stato d’emergenza” interno, spiegando la necessità di concentrare risorse sul miglioramento del grande modello centrale dell’azienda. I ritmi di crescita sono rallentati al 5%, mentre Google registra un +30% con Gemini 3, che supera ChatGPT 5 su diversi fronti. Altman rinvia così diversi progetti ambiziosi, dalla generazione di video agli assistenti per lo shopping, per affrontare una concorrenza sempre più agguerrita.
I modelli “leggeri” cinesi nella Silicon Valley
Non solo Gemini 3: anche Deep Seek e altri modelli cinesi stanno conquistando quote di mercato negli Stati Uniti. «I sistemi leggeri guadagnano terreno anche nella Silicon Valley», evidenzia Gaggi, mentre Brian Chesky di Airbnb racconta come uno di essi, Qwen di Alibaba, risulti più performante ed economico dei modelli di OpenAI per l’automazione del customer service.
Investimenti colossali e perdite previste
Altman ha annunciato investimenti pari a 1.400 miliardi di dollari in infrastrutture AI, mentre Deutsche Bank stima perdite per 140 miliardi nel quinquennio 2024-2029. Il rischio? Puntare sui modelli proprietari superpotenti e chiusi potrebbe rivelarsi un vicolo cieco, con conseguenze sull’intero ecosistema che ruota attorno a OpenAI, da Nvidia ad Amazon.
Scenario politico e infrastrutturale
La richiesta di garanzie federali sui prestiti è stata respinta dalla Casa Bianca, mentre si ipotizza una soluzione alternativa: i data center privati potrebbero diventare di proprietà pubblica, vista la loro importanza strategica. «Potrebbero diventare infrastrutture strategiche per il Paese», osserva Altman, aprendo uno scenario di possibile intervento governativo.
















