L’intelligenza artificiale generativa non vuole più restare solo “nel cloud”. Dopo aver rivoluzionato software e servizi digitali, OpenAI starebbe accelerando lo sviluppo del suo primo dispositivo hardware consumer basato su ChatGPT, segnando un possibile cambio di fase nel settore tecnologico globale. L’indiscrezione arriva da Bloomberg e si inserisce in un contesto di crescente competizione tra Big Tech per trasformare l’IA in prodotti fisici destinati al grande pubblico, oltre le interfacce tradizionali di chatbot e applicazioni.

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OpenAI punta sull’hardware: dispositivi AI in fase di sviluppo

Secondo quanto emerso, la startup guidata da Sam Altman starebbe lavorando a un prodotto consumer ancora avvolto nel riserbo, ma destinato a integrare in modo nativo le capacità di ChatGPT.

Le ipotesi sul dispositivo spaziano da un altoparlante intelligente basato su IA, a un wearable, fino a uno scenario più radicale: uno smartphone senza app tradizionali, in cui l’interazione avverrebbe esclusivamente attraverso l’intelligenza artificiale.

Una strategia che, se confermata, porterebbe OpenAI a entrare direttamente nel mercato dell’hardware, oggi dominato da Apple, Google e Amazon.

Il ruolo chiave dei talenti Vision Pro

A rafforzare questa accelerazione ci sarebbe anche un importante movimento di competenze dal mondo Apple. Paul Meade, figura centrale nello sviluppo del Vision Pro di Apple, sarebbe infatti vicino a lasciare l’azienda per unirsi proprio al progetto hardware di OpenAI.

Il manager, con un lungo percorso nell’ingegneria dei dispositivi Apple e un ruolo chiave nei progetti legati alla realtà mista, andrebbe così a contribuire allo sviluppo del primo prodotto consumer della società di intelligenza artificiale.

Meade ha guidato per anni lo sviluppo del Vision Products Group e ha partecipato anche ai progetti sugli occhiali smart della Mela, attesi sul mercato nei prossimi anni. In caso di sua uscita, parte delle responsabilità verrebbero ridistribuite internamente, con un ruolo crescente per Fletcher Rothkopf.

La collaborazione con Jony Ive entra nella fase operativa

Il possibile ingresso di Meade si inserisce in un quadro più ampio di riorganizzazione strategica. OpenAI ha infatti rafforzato la collaborazione con io, la startup fondata da Jony Ive, storico ex chief designer di Apple, successivamente acquisita per circa 6,5 miliardi di dollari.

L’obiettivo è chiaro: costruire un nuovo paradigma di interazione tra utenti e intelligenza artificiale, combinando design hardware e software in un unico ecosistema.

La corsa all’hardware AI e la sfida ad Apple

Il rafforzamento del team hardware arriva in un momento in cui anche Apple prepara la sua prossima generazione di dispositivi, con i progetti legati agli occhiali smart attesi entro il 2027 e una possibile evoluzione della strategia Vision Pro.

Secondo le ricostruzioni, eventuali cambiamenti ai vertici dell’area ingegneristica di Apple potrebbero inoltre coincidere con una fase di transizione interna, in vista del futuro assetto dirigenziale della società.