Occhio alle fake newsintrappolate nella rete

La ricerca di un nuovo equilibrio. È questo il fine cui tendono i contributi di idee raccolti nell’ultimo libro curato da Ruben Razzante, “La rete che vorrei. Per un web al servizio di imprese e cittadini dopo il Covid-19”, uscito nei giorni scorsi per FrancoAngeli.

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Razzante si riferisce a quell’equilibrio che l’emergenza epidemiologica in atto, il conseguente lockdown, l’accelerazione impressa all’allargamento della dimensione digitale e tecnologica che ci ha avvolti tutti, ha messo definitivamente in crisi. A crescere in importanza e potere social network, store online, motori di ricerca, capaci di garantire i servizi essenziali, e le reti televisive e i giornali per l’offerta importante di informazione. Molti ne hanno beneficiato, ma ad acuirsi sono stati anche i divari, nella fruizione e negli usi delle tecnologie, e i pericoli di una overdose informativa spontanea, non trasparente nelle sue fonti e non sempre attendibile. “Da un lato le opportunità – spiega Razzante – che il diverso modo di concepire la rete durante la diffusione del virus ha creato: smart working, didattica a distanza, pagamenti elettronici, solo per citarne alcune. Tutte cose che esistevano già, ma non con questa massiccia diffusione. Dall’altro le diseguaglianze tra cittadini nell’accesso alla rete e i pericoli derivanti per tutti dall’offerta di una informazione veicolata senza verifiche, senza rispetto delle leggi o della deontologia cui è legata l’informazione professionale”.

Opportunità e rischi sono egualmente raccontati nei 15 saggi a firma di tanti degli attori del mondo della rete, sia pubblici che privati: i colossi della Rete (Alibaba, Amazon, Facebook, Google), le Tv (RAI e Sky), le istituzioni (Dipartimento Innovazione, Tribunale per i minorenni di Milano, Corte di Giustizia Europea), il mondo produttivo (Confindustria e banche), i centri di ricerca (Censis e Istat). Tra questi il punto di vista di Razzante dall’osservatorio privilegiato di esperto dell’Unità di monitoraggio per il contrasto della diffusione di fake news sul Covid-19 nel web e dai social network, voluta dal Sottosegretario con delega all’Informazione e all’Editoria. Da quell’esperienza, ancora in corso, Razzante ha tratto innanzitutto la convinzione che “la disinformazione si può combattere solo se tutti gli attori della distribuzione di contenuti collaborano per marginalizzare i contenuti fake e per valorizzare l’informazione di qualità. È necessario uno sforzo comune che coinvolga tutta la filiera e che si basi su quattro pilastri: il rispetto delle leggi, la deontologia professionale di esperti e giornalisti, la sensibilizzazione culturale e le sinergie tra pubblico e privato”.

Razzante prende infine posizione, tra le righe, anche sul tema della rete unica nazionale in fibra ottica, fondamentale per un accrescimento reale delle potenzialità della rete la cui velocità sarebbe finalmente uguale per tutti, a prescindere dal luogo dal quale si collegano, e per consentire allo Stato il controllo dei dati degli utenti affinché sia garantito il rispetto dei valori della privacy. Nei saggi si parla anche dell’impatto della digitalizzazione su produzione e distribuzione di beni e servizi, sul valore dei dati, sulla tutela dei diritti degli individui e delle imprese nel web; di integrazione multimediale, evoluzione dell’economia e della finanza, politiche dei colossi della rete in difesa delle imprese e degli utenti, di qualità dei contenuti informativi, di patologie dell’ecosistema mediatico e funzionamento delle democrazie. Temi che ci toccano tutti da molto vicino e la cui conoscenza può aiutare a vivere in maniera sempre più consapevole e responsabile la dimensione digitale. In quello che per Razzante deve essere “uno sforzo di maturo e operoso adattamento all’ambiente virtuale che non faccia mai venir meno la centralità irriducibile dell’uomo e la sua inarrivabile profondità”.