Obiettivi e programmazionelo sport come il business

Più di quindicimila atleti non più ragazzi, dai trentenni agli ultra ottantacinquenni, appassionati di trentuno sport, dalla canoa alla bicicletta, dall’atletica al nuoto, dal sollevamento pesi al calcio, si apprestano a invadere (pacificamente) il Piemonte: dal 26 luglio al 4 agosto sono in programma gli European Masters Games Torino 2019, grande evento dedicato agli atleti over 30 organizzato da Città di Torino, Regione Piemonte, Città Metropolitana, Camera di Commercio e International Masters Games Association, con gare nel capoluogo piemontese e in 15 comuni delle province di Torino, Novara e Vercelli. «Con i World Masters Games del 2013 avevamo portato a Torino più di 15mila atleti, e 20mila accompagnatori provenienti da 107 nazioni» dice Fabrizio Benintendi, presidente del comitato organizzatore dei Masters Games, «per questa nuova edizione dei giochi, che attirano atleti non solo europei, basti pensare che ad oggi la maggior parte delle iscrizioni proviene da Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Brasile e Sud Africa, vogliamo replicare e superare il successo ottenuto 5 anni fa».

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I world master games del 2013 avevano portato a Torino più di 15mila atleti e 20mila accompagnatori da 107 nazioni

Tra le migliaia di partecipanti ci saranno anche tanti imprenditori e dirigenti, che sono tra i più accaniti sportivi dopo i trent’anni, in Italia come all’estero. «Lo sport, e in particolare la corsa, richiede di darsi una serie di obiettivi e con disciplina raggiungerli» dice Fabio Pagliara, segretario generale della Fidal, Federazione italiana di atletica leggera, «disciplina, metodo e programmazione per centrare l’obiettivo sono caratteristiche tipiche dei ruoli direttivi, fondamentali per chi fa running e maratona: non interessa tanto arrivare undicesimi o quarti, ma arrivare, e la sfida con se stessi che questo comporta».

E il 75% dei runner ritiene che la corsa migliori le sue performance lavorative. Tra gli imprenditori sportivi più conosciuti c’è Matteo Marzotto (nella foto), innamorato della bicicletta: «sono un grande appassionato da decenni» racconta Marzotto, «prima la utilizzavo come strumento di preparazione per un altro sport legato alla resistenza, il motocross, poi è diventato il mio sport prediletto. Ho pedalato in luoghi magnifici, in Australia, Sudafrica, Europa: si può praticare la biciletta nei più bei luoghi del mondo. Ho visto che molti grandi manager e imprenditori si cimentano con la bici, c’è una grande accelerazione iniziale e poi un filtro dopo il quale rimangono pochi veri appassionati, che magari macinano migliaia di chilometri: è uno sport che richiede tempo, rigore e dedizione». La bicicletta insomma fa selezione tra gli imprenditori come Fausto Coppi sul Tourmalet, e in questo assomiglia al mercato. «Per gli appassionati la bici in questi ultimi anni non è più solo un mezzo per fare sport» osserva Marzotto, «è diventata uno stile di vita, lo si vede anche dalla valutazione delle aziende del comparto. Entra nella vita, ti sta un po’ sotto la pelle. Non mi riferisco solo alla parte competitiva: andare in bici aiuta a conoscersi meglio, si può stare un po’ soli con se stessi, ma è uno dei pochissimi sport che si possono fare sia soli che in compagnia in modo ugualmente qualitativo». Un altro sport praticato da tanti imprenditori che sarà protagonista agli European Master Games è la canoa. «Durante la pausa pranzo sul Tevere a Roma, sull’Arno a Firenze, all’Idroscalo a Milano trovi tantissimi imprenditori e dirigenti che pagaiano» dice Luciano Buonfiglio, ex canoista olimpico, presidente della Federazione italiana canoa kayak e vicepresidente del Coni, «un amico mi ha detto: per poter pensare agli altri tutto il giorno devo pensare a me stesso un’oretta al giorno, quando vado in canoa mi riesce tutto bene. La canoa ti dà la possibilità di isolarti da tutto il resto, in bicicletta puoi avere il telefonino attaccato, in canoa no, la pagaia la devi sempre utilizzare con entrambe le mani…

Matteo Marzotto: «molti grandi manager si cimentano con la bici.è uno sport che richiede tempo, rigore e dedizione»

Quindi ha una funzione importante contro lo stress: quando scendo dalla canoa sono completamente rilassato e pronto a godermi un bel piatto di pastasciutta guadagnato, senza avere rimorsi». Canoa e kayak sono sport particolarmente indicati anche per chi non è più giovanissimo: «Sul Tevere vengono tutti i giorni anche diversi novantenni» assicura Buonfiglio, «la canoa è uno dei pochi sport non traumatici. Consente a ognuno di mantenere la propria andatura, aiuta gli uomini a smaltire l’eventuale pancia, a medio ritmo assicura benefici cardiovascolari». C’è poi l’aspetto della bellezza dell’ambiente: «Il lago di Candia, dove si svolgerà una gara degli European Master Games, così come Castelgandolfo e lo stesso Idroscalo, sono luoghi bellissimi dove trovi l’armonia del contatto con la natura» aggiunge il presidente della Federazione italiana canoa kayak, «il ministero dell’Ambiente ci ha nominati sentinella delle acque, a noi master è piaciuto tantissimo, siamo impegnati a trasmettere questa cultura ai più giovani». Lo sport più praticato rimane la corsa, il che genera un business dai numeri importanti: «Gli italiani che corrono sono circa 7 milioni» dice Pagliara, «non tutti gareggiano, tanti corrono per sentirsi liberi. Ma in media spendono comunque oltre duemila euro l’anno, per uno o due paia di scarpe e non solo. Soldi ben spesi: un euro investito in salute fa risparmiare 3 euro al Sistema sanitario».