Novità moto 2019

BMW F850 GS Adventure, la maxi enduro 4.0

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Il nome GS, anzi G/S, rappresenta una pietra miliare nella storia della BMW. Fu infatti la R80 G/S che nel 1980 lanciò la Casa tedesca in una nuova dimensione, salvandola da una crisi che pareva irreversibile. Quella moto creò una nuova categoria, quelle delle maxi enduro, che non solo fece la fortuna della BMW, ma divenne terreno di confronto tra tutti i Costruttori. Il top della gamma GS è rappresentato dalla R1250 GS, ma con la nuova F850 GS Adventure, BMW ha voluto elevare la dotazione anche sul suo modello più accessibile. Declinata anche nelle versioni Rally ed Exclusive, tutte coperte dalla garanzia di 4 anni con chilometraggio illimitato e dal servizio di mobilità BMW Motorrad Mobile Care per 5 anni. La Adventure monta il noto bicilindrico parallelo frontemarcia Euro 5 con due alberi di equilibratura e intervallo di accensione 270°/450°. Questo garantisce l’assenza di vibrazioni e un’erogazione della coppia particolarmente sostanziosa fin dai bassi regimi, coadiuvata dalla possibilità di inserire due diverse modalità di guida, Rain e Road. Come da tradizione, la gamma di accessori BMW non ha rivali e la F850 GS non è da meno, con proposte quasi automobilistiche come lo strumento combinato Connectivity con display TFT da 6,5” e il sistema di chiamate d’emergenza eCall.

Ducati Multistrada 950S, la terza generazione

La Multi, abbreviazione con la quale è comunemente identificata la più versatile tra le Ducati, è stata creata nel lontano 2003 con lo scopo di unire per la prima volta su una bicilindrica fabbricata a Borgo Panigale, il DNA sportivo tipico del Marchio con doti di abitabilità e di guida che potessero avvicinare a queste bicilindriche italiane un pubblico più eterogeno. Operazione riuscita, tanto che la Multistrada è giunta oggi alla terza generazione e può contare su una gamma ulteriormente ampliata. Offerta in due cilindrate, 937 cc e 1.260 cc, è nella versione più ‘piccola’ che la Multistrada esalta la sua versatilità e, con l’arrivo della versione S, anche quella dotazione tecnica che la avvicina alle moto top di gamma. Parliamo delle sospensioni elettroniche DSS (Ducati Skyhook Suspension), in cui è attiva la regolazione istantanea dello smorzamento di forcella e ammortizzatore per adattarlo alle condizioni del fondo stradale, offrendo un comfort unico. La dinamica è controllata dalla piattaforma inerziale IMU Bosch a sei assi che consente, tra l’altro, di modulare l’ABS e il controllo di trazione a seconda dell’assetto della moto. L’assistenza alle partenze in salita e il Ducati Quick Shift sono altre due ‘chicche’ che completano la dotazione della Multistrada 950S.

Kawasaki ZX-6R, la Ninja supersportiva

In un settore come quello delle supersportive che a livello numerico rappresenta ormai una piccola percentuale nel business delle grandi Case, la Kawasaki con coraggio punta nuovamente su una sua best seller del passato, riproponendo la Ninja 636. Una cilindrata intermedia fondamentale per chi intende il motociclismo nella sua declinazione più estrema, fatta di una crescita progressiva della propria tecnica di guida in pista senza disdegnare, però, la guida sportiva su strada. 

Esteticamente la ZX-6R è vicina alla 400, ma il motore è un quattro cilindri Euro 4 fronte marcia di 636 cc, che eroga 130 CV a 13.500 giri, con una coppia di 70,8 Nm a 11.000 giri. La ciclistica segue i canoni delle sportive di razza, con il telaio perimetrale di alluminio. La forcella rovesciata Showa è regolabile nel precarico molla e nell’idraulica in compressione ed estensione, così come l’ammortizzatore posteriore, collegato al forcellone da un cinematismo progressivo. Evoluta anche l’elettronica, col KTRC (Kawasaki TRaction Control a tre livelli), il KIBS (Kawasaki Intelligent anti-lock Brake System) e il nuovo KQS (Kawasaki Quick Shifter) di serie, che però non funziona in scalata. Due le mappe motore, Full e Low, e frizione con antisaltellamento.

Moto Guzzi V85TT, Tutto Terreno Made in Italy

La Casa italiana ritorna nel settore delle enduro adatte anche alla marcia su strada, nel quale si confrontano quasi tutti i più importanti Costruttori, europei e giapponesi. TT come Tutto Terreno, una sigla che affonda le proprie radici alla metà degli anni ‘80. Già allora il motore era il bicilindrico a V di 90°, che oggi ritroviamo anche sulla V85TT, pur se in una forma completamente rinnovata, con cilindrata di 853 cc ed Euro 4 ready. 

Una moto ‘Made in Italy’, precisamente a Mandello del Lario, sede storica della Moto Guzzi, che unisce una meccanica classica a un’estetica moderna, ma semplice ed essenziale, adatta a piloti di ogni taglia e ospitale anche con il passeggero. La sella posta a 830 mm da terra, il peso di poco superiore ai 200 kg e il motore che privilegia la coppia di 80 Nm piuttosto che la potenza massima, rendono la V85TT facile da guidare per i neofiti e comunque appagante per i più esperti. 

Sul fronte tecnologico spiccano il comando del gas Ride by Wire, che ottimizza erogazione e consumi, i tre Riding Mode (Strada, Pioggia e Off-Road, con ABS poco invasivo o escludibile) e il Cruise Control. Numerose varianti grafiche e una vasta di accessori originali completano l’offerta di una delle più interessanti novità del 2019.

Suzuki Katana, gli anni Ottanta in moto

L’ onda del revival ha coinvolto anche la Suzuki, che ha preso ispirazione dagli anni ‘80 per riproporre un suo classico di quel periodo, la Katana. 

Una moto che impose al pubblico una ricerca stilistica per l’epoca molto spinta e per certi versi non capita, ma che oggi, a trent’anni di distanza, afferma il suo rigore formale con attraverso linee nette che non paiono affatto invecchiate. Se il richiamo al passato è tutto concentrato nel frontale e nel serbatoio, sul quale spicca un vistoso logo della Casa, la base è moderna ed ispirata dalla GSX-1000S, una naked dalle proverbiali doti di guida della ciclistica ed eccellente erogazione del motore. Quest’ultimo è derivato da quello della GSX-1000R K5 ed eroga 150 CV a 10.000 giri/min. I tecnici Suzuki lo hanno ‘addolcito’ irrobustendo la curva di coppia ai regimi di maggior utilizzo. 

Ne è uscito un motore dolce e trattabile, adatto a tutti, che però è in grado di tirar fuori le unghie e richiede piglio deciso ed esperienza se lo si vuole sfruttare al massimo. 

La forcella regolabile Kayaba completa una ciclistica di prima classe, anch’essa derivata dall’esperienza superbike. Il codino minimale, infine, fa da contraltare all’imponente frontale scultoreo.

Triumph Speed Twin, modern classic a 100 CV

Speed Twin è il nome più evocativo in casa Triumph: così fu infatti denominata la prima bicilindrica progettata nel 1938 da Edward Turner, quella che divenne l’icona della Casa. Oggi la Speed Twin è una ‘modern classic’ che si inserisce nella gamma più fortunata della Triumph, quella che, ripescando l’architettura del bicilindrico fronte marcia originale, ha generato una serie di motociclette tecnicamente evolute ma con evidenti radici nel passato. Il motore di 1.200 cc sfiora i 100 CV di potenza e ha una coppia di 112 Nm a 4.950 giri. 

La Speed Twin mantiene le caratteristiche essenziali della Bonneville, della Street Twin e della Thruxton, prendendo da ciascuna il necessario, in modo da offrire un piacere di guida unico e prestazioni di tutto rispetto, grazie anche al telaio derivato dalla sportiva Thruxton R e a un peso di poco inferiore ai 200 kg. Fari LED, numerosi dettagli in alluminio spazzolato che aggiungono un tocco artigianale alla finitura, tre Riding Mode (Sport, Road e Rain), Traction Control, freni Brembo con pinze a 4 pistoncini e doppio disco anteriore da 305 mm e un’eccellente gommatura di serie fanno di questa motocicletta una vera ‘castigamatti’ nei percorsi più guidati, dove sorprende la rapidità dei cambi di direzione e facilità di inserimento in curva.